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INFORM - N. 105 - 30 maggio 2001

"La sinistra ha bisogno di una nuova cultura". Le riflessioni di Rodolfo Ricci, Segretario generale della Filef, sui risultati elettorali

ROMA - "Perdere di misura; perdere perché divisi; perdere per le televisioni; perdere, ma si poteva vincere…purtuttavia perdere". Non sembra proprio alla ricerca di giustificazioni Rodolfo Ricci, segretario generale della Filef, anzi tutt'altro. Su "Emigrazione notizie" sono apparse le sue "spietate" rifessioni sui risultati delle elezioni del 13 maggio

Le interpretazioni - egli scrive - si rincorrono; "se la sinistra andava unita, avremmo conquistato il Senato"; può essere vero: collegio per collegio, i voti di Rifondazione, sarebbero stati decisivi; ragionamento ancor più valido se aggiungiamo L’Italia dei Valori, di Antonio Di Pietro: avremmo superato le destre di un milione di voti.

Ma alla Camera, sommando tutti i voti del proporzionale, L'Ulivo è sotto di 5 milioni e mezzo di schede rispetto alla Casa delle Libertà; ed anche se aggiungiamo i voti di Rifondazione e dell’Italia dei Valori, siamo sotto di 2 milioni e duecentomila. Ed anche se volessimo aggiungere (molto impropriamente) quelli della Lista Bonino e di Democrazia Europea, resteremmo sotto di mezzo milione di voti: tale è il differenziale tra la maggioranza e l’opposizione nel Paese. Se analizziamo questa differenza tra i risultati di Camera e Senato, ci rendiamo conto che c’è quindi uno scarto consistente, anche se non enorme: molto probabilmente, quello del voto giovanile, che per ben 2/3 va alle destre.

Prescindendo dalle varie motivazioni della sconfitta, tutte legittime, ma la cui responsabilità è forse da attribuirsi proporzionalmente tra le diverse forze del centrosinistra, le cifre del voto denotano che il Paese non ha una maggioranza di sinistra, come qualcuno ha voluto dare ad intendere, ma che alla maggioranza parlamentare, corrisponde una maggioranza nel paese reale pure di destra.

Cosa deve significare? si chiede Rodolfo Ricci. Che l’azione di Governo di questi ultimi anni non è stata apprezzata e ritenuta degna di riconferma dalla maggioranza della popolazione; che sono risultate insufficienti la capacità di comunicazione e il coinvolgimento popolare nelle scelte della maggioranza uscente; che il centro-sinistra non interpreta adeguatamente molte novità che il corpo sociale esprime; che il centro-sinistra appare meno vicino alla gente di quanto appaiano le pur diverse, probabilmente contrastanti, anime della destra.

La riflessione politica, al di là della questione delle responsabilità diffuse di leader, ecc., deve ripartire da qui: la sinistra ha bisogno di una nuova cultura; ed è un discorso che ci riguarda tutti.

L’obiettivo - conclude il segretario generale della Filef - è quello di riportare organicamente dentro un percorso comune ed una unità di obiettivi, nel rispetto e nella comprensione delle diverse ispirazioni – che andrebbero vissute come ricchezza e non come fastidio – qualcosa di più del 10% dell’elettorato. (Inform)


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