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INFORM - N. 104 - 29 maggio 2001

Da Amburgo si chiede l’abolizione di tutti gli enti gestori e il ritorno all'intervento scolastico pubblico

FRANCOFORTE - Saranno ormai giunte all’Ambasciata d'Italia a Berlino le valutazioni dei Comites della Germania in merito all’intervento scolastico. De-it-press ha pubblicato quelle dei Comites di Freiburg e di Stoccarda. Ora è la volta della presa di posizione di Amburgo.

"Il giudizio unanime dei genitori, degli insegnanti dei corsi, dei rappresentanti delle forze sociali, riunitisi lo scorso 7 aprile in assemblea per elaborare il ‘piano paese’, è che l’esperienza degli ultimi anni di scuola italiana in Germania sia stata un fallimento". Cosi inizia il comunicato stampa del Comites di Amburgo, a firma del suo presidente Emanuele Padula e del presidente della commissione scuola Matteo Neri. "Nonostante le ingenti risorse messe a loro disposizione – continua – gli enti gestori non sono riusciti a curare nessuno dei mali che affliggono la nostra scuola. Mentre la percentuale di alunni italiani nelle scuole differenziali rimane altissima, pochissimi dei nostri connazionali frequentano il ginnasio e l’università. Legata al basso rendimento scolastico è l’insufficiente qualificazione professionale di molti nostri connazionali, la causa maggiore dell’altissima percentuale di disoccupati italiani in Germania".

Il giudizio è netto e pesante, ed anche la medicina proposta è piuttosto radicale. "La nostra proposta di riforma è articolata in sei punti – si spiega nel comunicato -: immediata abolizione di tutti gli enti gestori, assunzione da parte dei consolati di un corpo insegnante con regolare contratto di lavoro e in base a una graduatoria annuale, creazione di consigli di classe e d’istituto, partecipazione delle famiglie degli alunni ai costi dei corsi, trasparenza amministrativa e pubblicità ai bilanci, ispettore scolastico per coordinare le attività degli uffici scuola".

In sostanza i presenti al convegno di Amburgo sul "Piano Paese 2001" prendono atto del fallimento dell’intervento scolastico privato e propongono il ritorno all’intervento pubblico, attraverso i consolati, come era stato fino ai primi anni ‘90. "Senza un corpo insegnante con adeguato titolo di studio, assunto con regolare contratto di lavoro, qualsiasi riforma è destinata a naufragare. Gli insegnanti dovranno passare alle dipendenze degli uffici scuola: è tempo ormai di porre fine alle amministrazioni parallele, consolati-enti gestori, causa principale dell’inefficienza e degli alti costi del servizio offerto".

E’ quindi solo una questione organizzativa? "Ma la riforma non avrà successo – conclude il comunicato – se non saranno coinvolti i genitori in prima persona attraverso i consigli di classe e d’istituto; se le famiglie non si faranno carico di una parte dei costi del servizio; se i bilanci degli enti gestori non saranno di dominio pubblico, come avviene in Italia, ove i bilanci d’istituto sono affissi all’albo; se non sarà nominato un ispettore scolastico con il compito di coordinare le attività dei vari uffici scuola. Dai genitori degli alunni è stato infine espresso il desiderio di estendere i corsi prescolari ai bambini di tre anni". (de.it.press/Inform)


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