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INFORM - N. 103 - 28 maggio 2001

Trentino - La giunta vara il disegno di legge sull'immigrazione. Integrazione sociale e convivenza le parole chiave

TRENTO - La Giunta della Provincia Autonoma di Trento, su proposta dell’assessore Mario Magnani, ha dato il via libera il 25 maggio ad un nuovo importante provvedimento nel settore delle politiche sociali.

Si tratta del disegno di legge sugli stranieri, una vera e propria novità per l’impianto legislativo trentino (finora il settore è regolato da una legge del ’90, la numero 13) per la qualificazione e la quantificazione degli interventi.

La filosofia di fondo – modellata durante un lungo lavoro preparatorio che ha coinvolto tutti i soggetti interessati dalle dinamiche migratorie - poggia su due parole chiave: integrazione sociale degli stranieri e convivenza.

Il Trentino, che per molti anni è stato in passato terra d’emigrazione, oggi si qualifica come meta per molti stranieri. "La Provincia autonoma di Trento – spiega l’assessore Magnani – in questi anni ha agito per consentire l’affermazione della pace sociale, della convivenza, riconoscendo importanti diritti agli immigrati, come quello alla salute, all’assistenza, alla scuola, al lavoro ed alla formazione".

Le dinamiche, nel decennio che ci separa dall’approvazione della prima legge in materia, sono oggi mutate. Lo stesso quadro normativo nazionale punta ad equiparare il cittadino straniero al cittadino italiano ed europeo, con precise garanzie circa il godimento dei diritti civili su un piano di sostanziale parità.

"La strategia cui dobbiamo tendere – spiega l’assessore Mario Magnani – deve saper prevenire situazioni di emarginazione, frammentazione e ghettizzazione che minacciano l’equilibrio e la coesione sociale ed affermare principi universali come il valore della vita umana, della dignità della persona, il riconoscimento della libertà femminile, la valorizzazione e la tutela dell’infanzia, sui quali non si possono concedere deroghe".

Alla Provincia, in collaborazione con i Comuni e con tutti i soggetti rappresentati sul territorio, spetterà dunque il compito di progettare, programmare e sperimentare per costruire relazioni positive, garantire pari opportunità di accesso, tutelare le differenze ed assicurare i diritti della presenza legale".

L’adeguamento della legge provinciale, ormai indifferibile, dovrà garantire la realizzazione di quegli interventi strutturali necessari a raggiungere l’obiettivo dell’integrazione. Gli strumenti proposti sono quelli del monitoraggio continuo del fenomeno immigratorio, il coordinamento – che dovrà essere sempre più stretto – fra tutti i soggetti che se ne occupano, la creazione di uno sportello unico dell’informazione agli immigrati nonché di un osservatorio sulle discriminazioni, infine la formazione di mediatori interculturali (per favorire l’accesso ai servizi territoriali da parte degli stranieri). (g.p.-Inform)


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