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INFORM - N. 100 - 24 maggio 2001

Commercio Estero, Fabris: "Anche nell’export lasciamo un paese risanato"

ROMA - Il Sottosegretario all’Industria con delega al Commercio estero ha commentato i dati diffusi dall’Istat: "Già da un po’ di tempo le cifre dimostrano il rafforzamento delle nostre imprese e del Made in Italy nel mondo. Lasciamo un paese che da questo punto di vista ha iniziato una ripresa legata al profondo risanamento della nostra economia".

La crescita, infatti, delle esportazioni accelera nei mercati extra-UE e si mantiene vivace in Europa, dove si intensificano notevolmente gli scambi con i Paesi dell’Est, anche in preparazione del loro ingresso nell’Unione. I dati di commercio estero diffusi dall’Istat consentono di confermare una valutazione sostanzialmente positiva sui risultati conseguiti dall’Italia nel primo trimestre del 2001.

La crescita delle esportazioni appare nel complesso sostenuta e va sottolineata in particolare la vivace ripresa che si è manifestata sui mercati europei, dove negli ultimi anni- erano emersi segni di difficoltà. Si tratta indubbiamente di un riflesso della fase ciclica più favorevole attraversata dall’intera area europea, ma certamente vi ha concorso anche un recupero di competitività da parte delle imprese italiane.

Il saldo commerciale complessivo è rimasto su un livello simile a quello del primo trimestre 2000, perché il favorevole andamento delle quantità scambiate (con una dinamica delle esportazioni nettamente superiore a quella delle importazioni, pur sostenuta dalla vivacità della domanda interna) è stato compensato dal fatto che i prezzi dei prodotti importati sono saliti più rapidamente di quelli delle esportazioni.

Inoltre i dati di aprile segnalano un’accelerazione delle esportazioni verso i Paesi esterni all’Unione Europea, realizzatasi malgrado la debolezza della domanda proveniente da alcuni mercati importanti come gli Stati Uniti, la Turchia e i paesi asiatici di recente industrializzazione. I tassi di crescita più elevati sono stati conseguiti in Cina, in Russia e in alcuni paesi in via di sviluppo. Va inoltre sottolineata ancora una volta la rapida intensificazione degli scambi con l’Europa centro-orientale: si conferma la vivacità del processo di integrazione in corso da qualche anno in preparazione del futuro allargamento dell’Unione, che arrecherà importanti benefici politici ed economici a tutto il continente europeo. (Inform)


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