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INFORM - N. 99 - 23 maggio 2001

Il Sottosegretario agli Esteri Ugo Intini: probabile la riapertura dell'Ospedale Italiano a Kabul. La situazione in Afghanistan

ROMA - Il Sottosegretario agli Esteri, Ugo Intini, a proposito della situazione di Emergency International a Kabul, ha detto che la riapertura dell’ospedale italiano a Kabul non è ancora certa, ma probabile nell’arco di una decina di giorni, perché dopo l’incidente della scorsa settimana si stanno creando le premesse per garanzie sufficienti di sicurezza, attraverso la ricerca di un impegno scritto di inviolabilità territoriale (per l’edificio e il suo compound) da parte delle autorità talebane.

L’Ambasciatore italiano in Pakistan De Ceglie e il Dottor Strada, responsabile di Emergency, stanno lavorando con questo obiettivo a Kabul, dove hanno incontrato oggi il Ministro degli Esteri e il Ministro della Pianificazione Sociale. Intini ha anche ringraziato il Presidente della Commissione Europea Romano Prodi, che in questi giorni ha dato il suo appoggio all’iniziativa umanitaria, da lui seguita costantemente negli ultimi tempi, anche con la prospettiva di un intervento finanziario dell’UE.

Il Sottosegretario agli Esteri, a proposito della situazione politica, ha aggiunto: "La comunità internazionale ha di fronte a sé tre strade. La prima: continuare a guardare e ad offrire un piccolo aiuto umanitario mentre un intero popolo si dissangua nella guerra e sprofonda in una arretratezza da alto medioevo. La seconda: tentare una via negoziale verso la pace, che richiede ovviamente di dialogare con tutte le parti, e quindi anche con i talebani. La terza: inviare una forza di interposizione e di intervento militare costituita da soldati delle Nazioni Unite.

L’Italia è diventata il motore degli sforzi per un negoziato di pace e la riapertura del nostro ospedale a Kabul sarebbe un ottimo segnale. Tuttavia, non si deve escludere la terza soluzione, quella di un contingente internazionale. Abbiamo lavorato, sollecitati e assistiti da tutte le Nazioni della zona e da tutte le potenze interessate, ma si deve fare molto di più. L’Afganistan è la più grande e lunga tragedia umanitaria in atto, verso la quale, per la momentanea assenza di gravi implicazioni politiche e strategiche, manca di un sufficiente interesse internazionale. Confido - ha concluso Intini - che il prossimo Governo continuerà gli sforzi di pace ai quali cercherà di dare un contributo anche il comitato appositamente costituito dall’Internazionale socialista". (Inform)


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