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INFORM - N. 99 - 23 maggio 2001

Rilevazione degli italiani all'estero: non sprecare 25 miliardi. Una lettera di Giuseppe Luigi Negro, del CdP del CGIE, che chiede più attenzione ai problemi dell'America Latina

LA PLATA - "Condivido pienamente tutti i concetti sui caotici problemi esistenti nella rete consolare dell’America Latina, espressi dal nostro Vice Segretario Antonio Macrì nelle lettere sul censimento". E' quanto afferma Giuseppe Luigi Negro, componente del Comitato di Presidenza del CGIE, in una lettera al Direttore Generale degli Italiani all'estero, ministro Carlo Marsili e al Segretario Generale del CGIE Franco Narducci.

"Vorrei ricordare - così prosegue Negro - che già nella riunione del Comitato di Presidenza a Berlino, il 15 novembre 2000, eravamo rimasti che si dovevano rispettare le riflessioni e le valutazioni tematiche decise da ogni area.

Noi dell’America Latina, in ogni riunione della Commissione Continentale, abbiamo sempre segnalato, con forza, i gravi problemi esistenti nell’area, riguardanti i pochi Uffici consolari esistenti, la mancanza di organico in ogni consolato, da mettere veramente in situazione di collasso le richieste dei nostri connazionali.

In due riunioni del CdP ho fatto presente al Ministro Marsili, ed anche i membri del C.G.I.E. lo hanno fatto molte volte al Ministero, della grave situazione esistente in America Latina. Avevo anche fatto la proposta che si dessero dei turni nominativi intrasferibili per un tempo non più lungo di sei mesi, perché era indecente dare turni come si faceva a Curitiba, secondo la lista e l’esposizione fatta dal Consigliere Petruzziello, dove si assegnavano turni fin oltre al 2010.

Il Ministro Marsili nell’ultima riunione del CdP a Johannerburg, aveva promesso che si sarebbe interessato ed avrebbe fatto tutto il possibile per risolvere il problema, come effettivamente sta facendo.

Da qui una riflessione: la burocrazia e l’amministrazione è lenta, per non aver preso atto in tempo della situazione imperante nella nostra area, perciò siamo arrivati ad una situazione che non è favorevole all’immagine del nostro Paese, per la quale dobbiamo tutti assieme prendere una forte posizione nel CdP.

E qui vorrei ricordare che in diverse riunioni del CdP si è presa posizione sulla chiusura dei Consolati a Bedford, Coira, Durban, Mulhouse e Neuchatel, e tutti abbiamo appoggiato la proposta di non innovare per tre anni e con il grande impegno preso dal nostro segretario, si è ottenuto che il Ministero degli Esteri accettasse tale proposta. Parrebbe che per i problemi riguardanti l’America Latina non esista la stessa reciprocità.

Ciò vuol dire che il segretario ed il CdP si devono impegnare fortemente e fare i passi necessari, affinché questo Governo o quello che verrà trovi la soluzione a favore dei nostri connazionali che hanno il sacrosanto diritto di essere ascoltati come veri cittadini, con lo stesso trattamento che si dà in Italia.

Vorrei ricordare che in tutti i Comites dell’Argentina è un tema che si porta avanti da molti anni con proposte fatte ai Consoli, all’Ambasciatore, nelle riunioni annuali in Ambasciata con i Consoli presenti, ma purtroppo gli organici invece di essere rafforzati vengono continuamente dimezzati.

Adesso faccio un appello: che davanti ad un problema comune, tutti i Membri del CdP e tutto il C.G.I.E., in questa gravissima problematica, facciano sentire la loro voce, come spesso l’hanno fatto i Consiglieri del Cile, del Perù, della Colombia, ché nei loro paesi non esiste un consolato.

Sembra impossibile che la quinta o settima potenza Industriale del mondo dia così poca importanza agli italiani residenti nell’America Latina, il Continente che ha ricevuto più italiani di tutto il mondo.

Per questo motivo dobbiamo tutti assieme fare energica protesta al nostro Ministro degli Esteri uscente e che ne sia pure a conoscenza quello che prenderà l’incarico.

Sul censimento, riconfermando la lettera scritta da Macrì il 18 maggio, posso solo aggiungere che la questione, a mio parere, è assurda, dopo aver letto la lettera del Cons. D’Amb. Calogero Di Gesù, il quale dice che tra più o meno un mese i 25 miliardi sarebbero irrimediabilmente sprecati.

Il Ministero ha predisposto un emendamento alla legge 470/88 che abolirebbe gli articoli riguardanti il censimento all’estero. Tale emendamento è stato inserito nel disegno di legge 4721 riguardante misure straordinarie per il completamento dell’Anagrafe consolare, quello che prevede l’assunzione di circa 250 contrattisti e l’acquisto di attrezzature informatiche per gli uffici diplomatico consolari; è questo disegno di legge che il vecchio Senato ha bocciato a scapito dei nostri connazionali all’estero, perché con la scarsità di contingenti che abbiamo nei consolati, non ha permesso l’assunzione dei 250 contrattisti.

Quindi il C.G.I.E. nel suo complesso - conclude Negro -, se non protesta energicamente perché venga derogata questa inutile spesa di 25 miliardi facendo ricorso al Tar o dove corrisponda, avrà una grande responsabilità e considero che non possiamo essere complici di quello che non ha fatto il Senato." (Inform)


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