* INFORM *

INFORM - N. 98 - 22 maggio 2001

Domenico Mancini (CGIE USA) non ha firmato la "lettera aperta" a Silvio Berlusconi

Egregio Direttore,

nell'edizione N. 97 del 21 maggio 2001 Lei ha pubblicato un articolo dal titolo: " Dagli Stati Uniti una lettera aperta al Presidente della Casa delle Libertà Silvio Berlusconi: Legge ordinaria per il voto all'estero e Tremaglia Ministro per gli italiani nel mondo" con in calce il nome di alcune persone, tra le quali figura il mio, Domenico Mancini.

Mi permetta di farLe osservare che: 1. Non ho mai autorizzato Lei o un Suo rappresentante ad usare il mio nome in calce a quel documento; 2. Non ho mai autorizzato nessuno ad usare il mio nome in calce a quel documento che mi era completamente ignoto fino al momento della lettura nella sua agenzia stampa e che rifiuto perfino di leggere; 3. La diffido ad usare il mio nome se non espressamente autorizzato da me nelle forme e nei modi riconosciuti dalla legge; 4. Mi consulterò con il mio legale per esaminare tutti gli aspetti del caso;

Domenico Mancini ( questa sì che è la mia firma)

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Prendiamo atto della smentita di Domenico Mancini. Prendiamo anche molto sul serio la minaccia di adire le vie legali e la diffida dall'usare il suo nome se non espressamente autorizzati. Non possiamo però fare a meno di segnalare per dovere di cronaca, sia pure nella maniera più concisa, quanto affermano altri Consiglieri CGIE degli Stato Uniti. Enzo Centofanti: "Ho personalmente telefonato a Mancini per chiedere la sua autorizzazione che mi è stata data per telefono. Non solo, Domenico delli Carpini gli ha anche mandato copia via Internet prima della pubblicazione. Se non era d'accordo aveva tutto il tempo di chiamare e di dissociarsi". Giovanni Zuccarello scrive a Mancini: "Che tu abbia ricevuto il testo in anteprima è fuori discussione, sei tra i destinatari dell'e-mail partito da Domenico delli Carpini. Questo è documentabile e innegabile".


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