* INFORM *

INFORM - N. 97 - 21 maggio 2001

Frizzera (CGIE): emergenza consolare in Argentina

BUENOS AIRES - Uno dei maggiori problemi che preoccupano i Consiglieri dei COMITES e del CGIE in Argentina, è la situazione della rete consolare: c’è un evidente disservizio dei Consolati in relazione agli utenti, nostri concittadini.

La situazione non é grave, é gravissima, con possibile aggressioni, conseguenze fisiche e disagi per i funzionari e per i connazionali.

Nella riunione della Commssione Continentale del CGIE a Lima e nel COMITES di Buenos Aires abbiamo presentato la situazione e la necessita di dichiarare lo stato di "emergenza consolare".

Le misure che si possono prendere sono di responsabilità ed iniziativa dei capi degli uffici consolari, nonché dell’Ambasciatore .

Possiamo dare deu suggerimenti e chiediamo soluzioni immediate.

In uno stato di "emergenza consolare" alcune misure si possono prendere inmediatamente, senza seguire l’iter lento e burocratico del Ministero.

Una ristrutturazione generale delle rete consolare, come suggerito nei documenti approvati recentemente all’unanimità dalle Commissioni Continentali del CGIE - Latinoamericana a Lima e Anglofona a Johannesburg . avrà bisogno del tempo.

In Argentina le maggiori complicazioni provengono dall'aumento notevole di richieste per i passaporti e per l’acquisto della cittadinanza italiana ( 30% in piú in relazione al 2000), mentre il personale è sempre insufficiente e in progressiva diminuzione.

Il Console Generale di Buenos Aires dichiara che con l’attuale organico non puó soddisfare la richiesta di 200 passaporti al giorno e che la sua capacità è di 50/60 per rilascio o rinnovo al giorno.

L’unica soluzione definitiva è aumentare subito il numero previsto dall'organico con funzionari provenienti dall’Italia o impiegati temporanei assunti in loco. Se la motivazione del MAE che impedisce l’aumento di personale è solo economica si possono assumere temporaneamente impiegati in loco con un ottimo curriculum, a contratto, che costano varie volte meno che un dipendente MAE.

L’abrogazione del rinnovo del passaporto, obbligatorio ogni 5 anni, è un’altra misura importante. In uno stato di emergenza non si dovrebbe aspettare una decisione del Parlamento, con un decreto legge si potrá rinnovare ogni 10 anni, diminuendo il flusso di connazionali a Consolati già affollati.

Occorre poi cambiare immediatamente la sede consolare per strutture più comode che fra l’altro possiedano un'ampia sala di attesa, come le banche. Le file fuori del consolato soffrono il clima ostile, le rapine e il traffico dei posti.

Chiediamo al nuovo Governo eletto il 13 maggio che reagisca con la rapidità che merita alla grave situazione consolare e l’appoggio dei parlamentari e rappresentati politici nel seno del CGIE.

Questo stato di emergenza consolare deve essere prioritario per il prossimo Ministro degli Affari Esteri e per il futuro Ministero per gli Italiani nel Mondo, che ci auguriamo sia affidato al rieeletto on. Mirko Tremaglia (Mario Frizzera*-Inform)

* Consigliere COMITES e CGIE


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