* INFORM *

INFORM - N. 96 - 17 maggio 2001

Da Tribuna Italiana, Buenos Aires, la "Finestra di Mario Basti"

L'ambasciatore, il Corriere e le file ai consolati

BUENOS AIRES - Caro Lettore, dopo la Rai International, che l'ha scoperto ai primi di aprile - ne ho parlato alla "Finestra" dellč11 aprile - anche l'autorevolissimo Corriere della Sera, dopo quasi due anni dall'arrivo alle edicole dellčArgentina, si è accorto delle file, delle code, dei bivacchi davanti al Consolato generale di Buenos Aires, per ottenere o rinnovare il passaporto italiano. Meno male: in fondo i miliardi per Rai International e per contributi al Corriere della Sera e a Repubblica che spende lo Stato italiano, non li spende perché in Italia siano informati su quel che accade fra gli italiani allčestero?

Scandalizzato per la scoperta, il corrispondente del Corriere della Sera Rocco Cotroneo si è rivolto all'ambasciatore Giovanni Jannuzzi e gli ha chiesto: "Ambasciatore, che cosa sta succedendo e perché?" E l'ambasciatore gli ha risposto che i consolati italiani dellčArgentina sono assediati, che questo è un motivo di grave preoccupazione e che adesso il governo ha l'obbligo di intervenire. Gli ha detto cioè quel che il Corriere della Sera forse non sapeva, mentre tu e io e tutti gli italiani d'Argentina sappiamo da tempo, da anni, e cioè che la rete consolare è inadeguata e - aggiungiamo noi - indegna di un Paese che può vantarsi di essere quinto fra i paesi più sviluppati del mondo, perché non è in grado di prestare "un servizio - dice l'ambasciatore - degno di un paese civile".

L'ambasciatore ha dichiarato anche che, da tempo, ha segnalato la situazione al ministero degli Esteri ed ha chiesto misure di emergenza, come l'invio di personale in missione o lčassunzione di contrattisti temporanei osservando peraltro che "il compito va affrontato con priorità dal governo e dal Parlamento futuri" visto che "il problema supera le possibilità della Farnesina".

L'intervista, pubblicata dal Corriere della Sera giovedì scorso, si conclude con questa domanda: "C'è chi sostiene che dovrebbe essere la legge sulla cittadinanza a essere cambiata. E' troppo liberale, si dice, ed è la causa della caccia al passaporto". E l'ambasciatore Jannuzzi risponde: "Si può anche discutere, ma questo non spetta a noi diplomatici. Noi siamo qui per applicare questa legge, che esiste ed è una scelta di civiltà fatta a suo tempo dall'Italia".

Penso che la risposta non poteva essere migliore. Il guaio è che l'Italia fa scelte di civiltà, come questa della cittadinanza o quella del nostro voto, ma poi, evidentemente se ne dimentica, perché non adotta le misure necessarie affinché le scelte possano divenire operanti. Da quanti anni la comunità italiana dell'Argentina chiede che venga affrontato il problema dell'inadeguatezza della rete consolare? Ed ecco che l'ambasciatore osserva che al forte aumento delle richieste di passaporti e di cittadinanza fa riscontro "il progressivo ridursi del personale a nostra disposizione".

Pertanto lčemergenza non deriva da una legge che alcuni possono considerare troppo liberale, ma dal fatto che non è stato disposto il necessario perché essa venga applicata. L'ambasciatore Jannuzzi dice di aver segnalato da tempo la situazione e di aver anche suggerito misure di emergenza. Gli crediamo e gliene siamo grati. Ma non possiamo fare a meno di rilevare ancora una volta, con amarezza, che questa è un'altra prova, una conferma che a Roma - Parlamento e governo - non gliene importa proprio nulla, malgrado le retoriche belle parole, di noi italiani all'estero.

Che non volessero prendere atto di quel che scrivono, segnalano e deplorano da anni le testate italiane allčestero come la "Tribuna Italiana", che mandassero in archivio fra scaffali polverosi tutti i documenti presentati dalle comunità italiane all'estero e dai loro rappresentanti e delegati nei vari congressi nazionali, che non volessero studiare la maniera di realizzare le cose che da anni chiedono Associazioni, Comites e CGIE passi, ma che non abbiano prestato la dovuta attenzione nemmeno alle segnalazioni dell'ambasciatore e dei consoli, cioè dei loro funzionari che inviano qui proprio per prestare un servizio alle comunità italiane, è davvero inconcepibile e inammissibile.

L'ambasciatore Jannuzzi dichiara che "il compito va affrontato con priorità dal governo e dal Parlamento futuri". E allora speriamo negli eletti di domenica.

Ti saluto cordialmente. (Mario Basti-Tribuna Italiana/Inform)


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