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INFORM - N. 96 - 17 maggio 2001

Fondazione Migrantes: tempi migliori per gli italiani all’estero? Ora è il momento di iniziare a realizzare le promesse

ROMA - L’affermazione della Casa delle Libertà alla consultazione del 13 giugno ha messo fine alla lunga parentesi elettorale. Riuscirà ora a realizzare l’impegno assunto di approvare nei primi sei mesi della nuova legislatura la legge per l’esercizio in loco del voto degli italiani all’estero? Istituirà il promesso Ministero senza portafoglio per gli italiani nel mondo?

Le domande se le pone la Fondazione Migrantes, organo della Conferenza Episcopale Italiana, in una nota apparsa sull'ultimo numero di Migranti press.

Sono i due impegni che molti attendono di vedere realizzati - rileva la Migrantes - dopo che gli italiani nel mondo sono entrati per ben due volte nella nostra Carta Costituzionale. Sarebbe un riconoscimento, tardivo certo, ma incoraggiante per una inversione di tendenza. Il prossimo organigramma istituzionale potrebbe far vedere finalmente un rappresentante degli italiani all’estero nel Governo della Nazione. Alla prossima scadenza elettorale potrebbero partecipare i connazionali ed inviare dei loro rappresentanti in parlamento. È il momento della verifica e della riparazione all’ingiustizia perpetrata.

Certo non basterà l’istituzione di un ministero per gli italiani all’estero, dovrà essere una vera cabina di regia. Certo non basterà proporre l’approvazione della legge nei primi sei mesi: tocca al Parlamento e non al governo approvare le leggi. Riappariranno le grandi intese che s’erano accordate per rimandare al dopo elezioni l’approvazione del voto all’estero, con l’impegno di essere più costruttive e rapide? È alle porte un evento impegnativo di verifica per la prossima primavera, la Conferenza Stato - Regioni-Province autonome – Cgie. Come si vede - conclude Migranti press - in questo campo le attese sono ancora molte e saranno presto messe alla prova della verifica, del tempo e dei fatti. (Inform)


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