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INFORM - N. 95 - 16 maggio 2001

Le elezioni del 13 maggio viste da "Tribuna Italiana", Buenos Airers

La rinascita della D.C.?

BUENOS AIRES - Unanimi i commenti sui risultati delle elezioni di domenica scorsa, né poteva essere diversamente perché le indicazioni delle 60 mila sezioni elettorali non si prestavano a diverse interpretazioni: ha vinto il centrodestra, cioè la Casa delle Libertà, ma dalle urne è uscita soprattutto la clamorosa vittoria personale di Berlusconi, che per essa deve ringraziare soprattutto Rutelli e, con lui, tutto il centrosinistra.

Chi ha seguito la campagna elettorale, anche da lontano, ha avuto la netta impressione che il 13 maggio non erano in programma elezioni, ma quasi un referendum pro o contro il "Cavaliere", perché più che sui propositi e programmi del futuro governo, Rutelli (come tutto il centrosinistra) ha impostato la sua propaganda sulla demonizzazione del "Cavaliere", spalleggiato in questo anche da commenti di autorevoli giornali stranieri, dagli anatemi lanciati da Bobbio, Dario Fo e altri intellettuali di sinistra, nonché da comici e umoristi e giornalisti come Benigni, Luttazzi, la Ferilli, Santoro ed altri, con il compiacente appoggio della RAI. Puntavano - Rutelli e gli altri - a demolirlo elettoralmente - e invece hanno contribuito a spalleggiare Berlusconi perché fosse il vincitore del referendum, anzi addirittura del plebiscito che egli auspicava. Infatti la sua vittoria è stata così ampia che, a farne le spese, sono stati non soltanto gli avversari del centrosinistra, ma anche gli alleati del centrodestra, cioè la Lega, il Biancofiore (Ccd-Cdu) e anche An che comunque rimane su posizioni solide.

Un altro commento unanime riguarda l'organizzazione e la partecipazione della giornata elettorale. Era logico prevedere che se l'elettore doveva apporre la crocetta su due schede per la Camera dei deputati e una terza per il Senato e in più di mille comuni, l'elettore doveva votare anche altre schede per le amministrative, era consigliabile aumentare il numero delle sezioni. Invece, per risparmiare, ne sono state soppresse trentamila, rispetto alle elezioni precedenti, per cui milioni di elettori hanno dovuto fare lunghe code e non pochi hanno dovuto votare dopo le 22 che era l'ora di chiusura. Il record negativo per un elettore di Reggio Calabria che è entrato nel seggio alle 4 del mattino di lunedì. Una vergogna che fa chiudere in... bruttezza il ciclo del governo del centrosinistra. Ma, a questo proposito, c'è anche un aspetto positivo da sottolineare e cioè l'affluenza alle urne, superiore a tutte le previsioni e ai calcoli del governo.

A questi commenti sul referendum pro o contro Berlusconi, sulla disorganizzazione di cui il ministro dellšInterno ha chiesto scusa poi agli italiani, e sulla maggiore affluenza alle urne, ne aggiungiamo un altro che a noi sembra importante: la giornata elettorale di domenica segna la rivincita e la rinascita della Democrazia Cristiana, tanto vilipesa da oltre un decennio. Una rinascita non dovuta ai vari partiti che si richiamano all'ideologia democristiana - Popolari e Udeur nella coalizione dellšUlivo, Ccd e Cdu, nella coalizione della Casa delle Libertà, Democrazia Europea, di D'Antoni e Andreotti, fuori dei due schieramenti. E' stata dovuta invece al partito di Berlusconi, Forza Italia, che nelle dichiarazioni programmatiche e propagandistiche si è richiamata alla Dc e, specificamente a De Gasperi e che nel Parlamento europeo si è iscritta al gruppo del Partito Popolare Europeo, cioè il partito dei democristiani.

Ricordate il quadro politico di mezzo secolo fa? La Dc al governo con i partiti minori - socialdemocratico, repubblicano e liberale - e la sinistra allšopposizione. E oggi quale governo si delinea? Forza Italia con l'appoggio e la partecipazione dei partiti minori - An, Ccd, Cdu e Lega - Non è proprio la stessa cosa, i nomi e le persone - e non solo essi - sono cambiati, ma anche le analogie sono tanto evidenti che crediamo si possa parlare di rinascita e rivincita della Dc. (Mario Basti-Tribuna Italiana/Inform)


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