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INFORM - N. 95 - 16 maggio 2001

Antonio Macrì (CGIE): "un censimento che non servirebbe a nulla"

BUENOS AIRES - Con una lettera al segretario generale del CGIE Narducci e al direttore generale per gli italiani all'estero del MAE ministro Marsili, il vice segretario generale del CGIE per l'America Latina, Antonio Macrì, propone di sospendere - perché inutile - il censimento dei cittadini italiani residenti all'estero, previsto dalla legge in coincidenza con il censimento della popolazione in Italia, anche se, necessariamente, dovrà essere effettuato in forme diverse.

Questa la lettera di Macrì.

"Ho appreso che cominciano a girare gli ingranaggi per fare il Censimento degli Italiani all’Estero (o meglio anche di questi) seguendo i dettati di Legge.

Credo totalmente inopportuno sovraccaricare con questo nuovo impegno i Consolati già asfissiati di lavoro.

Ancor più grave è il fatto che tale Censimento non servirà assolutamente a nulla.

A chi si spediranno le buste con incluse la risposte già affrancate? A quali indirizzi certi?

Credo proprio che dovremmo protestare per questo eventuale spreco di soldi e di energie.

Propongo di chiedere l’immediata sospensione di questo procedimento, impegnando invece, non appena possibile, il Governo affinché l’anno prossimo proceda seriamente all’unificazione dell’AIRE e della Consolare.

In tale unificazione - conclude Macrì - si riassume automaticamente e correttamente il Censimento che oggi a nulla servirebbe" (Inform).


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