* INFORM *

INFORM - N. 94 - 15 maggio 2001

Le elezioni del 13 maggio viste da L'Eco d'Italia, Buenos Aires

Maggioranza assoluta della Casa delle Libertà. In Parlamento "doppia" sconfitta del Centrosinistra

BUENOS AIRES - La Casa delle Libertà ha vinto le elezioni politiche conquistando la maggioranza assoluta sia al Senato che alla Camera dei Deputati. Un risultato che ora molti dicono di aver previsto. In effetti, dopo aver conquistato tre trionfi consecutivi: nelle elezioni Europee, nel referendum sul proporzionale e nelle regionali, tutti i sondaggi in questi due ultimi anni davano per vincitore, nelle votazioni del 13 maggio, il centrodestra. Debbo confessare che io, invece, nelle ultime settimane ho temuto un rovesciamento dei pronostici. Timore nato dalla feroce campagna elettorale da parte del centrosinistra. Un attacco senza tregua alla persona del capo dell'opposizione raffigurato come un uomo senza scrupoli, alleato della mafia siciliana con la quale ha tramato gli assassini dei giudici Falcone e Borsellino e finanziatore degli attentati a Roma, Firenze e Milano compiuti da quella organizzazione malavitosa. Un imprenditore che aveva costruito il suo impero economico iniziando con il denaro riciclato dalla mafia stessa. A tutti questi delitti bisognava aggiungere il conflitto d'interessi, la possessione di canali di televisione, giornali, riviste e altri mezzi di comunicazione che costituivano una minaccia alla democrazia italiana. L'offensiva portata contro Berlusconi era sostenuta, dall'estero, da prestigiosi organi di stampa inglesi, francesi, tedeschi e spagnoli che dichiaravano che il Cavaliere era "inadeguato" a governare l'Italia pronosticando gravi difficoltà in campo europeo qualora avesse conquistato il potere.

Contro il centrodestra e il suo capo era scesa in campo anche la RAI servizio pubblico finanziato con i denari dei contribuenti anche di centrodestra, con una serie di programmi violentemente ostili. Santoro e la sua squadra, Biagi, il direttore del Canale due, Freccero che si dichiarava apertamente di sinistra. Il programma "Reggio Verde", che durava più di due ore era diventato una ficuna di accuse tra le più tremende contro il capo dell'opposizione. Tutti ad attacarlo e solo qualcuno a difenderlo. Il candidato dell'Olivo, Rutelli era come ossessionato dal suo rivale. Non perdeva occasione per criticarlo, per farlo vedere come un pusillanime che rifiutava il cofronto e un plagiario che gli aveva copiato il suo programma. Gli intellettuali di sinistra avevano sottoscritto un appello agli elettori, con circa mille firme, per salvare l'Italia dal pericolo di una destra retrograda e violenta. Un altro demonio per il centrosinistra era Bossi che avrebbe provocato la condanna del nostro Paese per il suo razzismo e la sua xenofobia. Insomma, la vittoria del cnetrodestra sarebbe stata una iattura un salto nel buio. Che impatto avrebbe provocato nell'elettorato moderato o indeciso questa valanga di calunnie, di false accuse, di menzogne. Avrebbe trainato la rimonta che Rutelli sbandierava negli ultimi giorni. Ecco perché la vittoria personale di Berlusconi, il "mostro" di Arcore, costituisce un evento che ha del miracoloso e la sconfitta dell'Ulivo è doppia e sorprendente alla luce di questo quadro.

RUTELLI IL GRANDE SCONFITTO

Il grande sconfitto, quindi è Rutelli che aveva cercato di demonizzare Berlusconi e che per batterlo aveva elargito promesse a tutti i settori della cittadinanza, aumenti di salari e pensioni per tutti, riduzione delle tasse ai meno abbienti, opere in tutto il territorio nazionale, rapporti eccellenti con la Confindustria, le Camere degli artigiani, degli agricoltori, dei commercianti, con i sindacati, che si era strusciato con cardinali e vescovi. Difesa a oltranza dell'ambiente e dei cibi sani. L'Italia da lui governata sarebbe stata un paradiso. Aveva giurato che avrebbe vinto e che avrebbe governato in modo ottimale l'Italia.

GLI ALTRI PERDENTI

Sconfitti i Democratici di sinistra che hanno perso molti voti dalle ultime politiche. Perdente il Girasole dei Verdi e del Pds, che non ha raggiunto il fatidico 4%. Umiliato il Pdci di Cossutta al 2,3%. Non parliamo, poi, delle forze politiche, essezion fatta per Rifondazione comunista, che hanno voluto schierarsi ad equidistanza dai due poli: l"Italia dei valori di Di Pietro, Democrazia Europea di D'Antoni e Andreotti, la Lista Bonino dei Radicali che non hanno raggiunto, nel proporzionale, quota 4%. Canta vittoria la Margherita dei Popolari, Udeurrini, Democratici dell'Asinello e Rinnovamento Italiano di Dini che, in blocco, hanno ottenuto il 14,5%. Ma questa percentuale va divisa in quattro, ciò significa che i suoi componenti con il loro 3,4%, soli non superano lo sbarramento del 4%.

CALI GIUSTIFICATI

Anche nella Casa delle Libertà ci sono stati dei cali come quelli della Lega e del Biancofiore, anche loro al di sotto dello sbarramento mentre Alleanza Nazionale ha perso voti. Ciò è stato provocato dalla polarizzazione sulla figura di Berlusconi. Era un evento prevedibile e, pertanto, nella fase della distribuzione dei seggi, ne avevano ricevuto un congrua quota. Come ha dichiarato Fini: "E' meglio avere qualche punto di percentuale in meno, ma appartenere alla coalizione vincente".

IL MINISTRO BIANCO DEVE ANDARSENE

Scandalosa l'organizzazione della tornata elettorale. Una figuraccia in campo internazionale. L'ultimo a votare è stato un elettore di Reggio Calabria che ha potuto entrare nel seggio alle cinque e mezza della mattina del giorno seguente. Sette ore e mezza dopo la prevista chiusura delle elezioni. Non solo, ma il lunedì sera seguente, il Ministero degli Interni non aveva ancora fornito i risultati definitivi sulla ripartizione dei seggi alla Camera. Una vergogna, e il responsabile di questo caos, il ministro Bianco, non ha avuto la dignità di dimettersi. (L'Eco d'Italia) Cario Cayetano <lecoditalia@ciudad.com.ar>


Vai a: