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INFORM - N. 92 - 12 maggio 2001

Flussi migratori verso l'Italia: verso accordi di "seconda generazione" con i Paesi di origine

ROMA - Si è tenuta l'11 maggio alla Farnesina una riunione di coordinamento, aperta dal Segretario Generale del Ministero degli Esteri Ambasciatore Umberto Vattani, cui hanno partecipato, tra gli altri, gli Ambasciatori italiani accreditati presso alcuni dei paesi a più forte emigrazione verso l’Italia (Albania, Tunisia, Marocco, Algeria, Romania, Ungheria, Slovenia, Polonia), il Capo di Gabinetto del Ministro per la Solidarietà Sociale, Bolaffi, nonché rappresentanti della Presidenza del Consiglio e dei Ministeri dell’Interno e del Lavoro.

La riunione - promossa dal Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie, Ministro Plenipotenziario Carlo Marsili - è stata dedicata alla questione dei flussi migratori verso l’Italia, con particolare riferimento ai paesi per i quali il fenomeno è maggiormente significativo.

Nel suo intervento, l’Ambasciatore Vattani ha messo in evidenza come risultati concreti sia nella lotta all’immigrazione clandestina ed al traffico di esseri umani, sia per un effettivo e regolare inserimento degli immigrati nel mondo del lavoro, possano essere raggiunti in particolare attraverso la promozione di accordi con i paesi d’origine dei flussi, e con un dialogo continuo ed efficace con essi. Da ciò deriva l’importanza dell’azione che le Ambasciate italiane hanno svolto e continueranno a svolgere "in loco", ed in generale la centralità della questione dell’immigrazione nella nostra politica estera.

Il Segretario Generale della Farnesina ha poi fatto riferimento all’importanza di nuovi accordi da stipulare con i paesi d’origine dei flussi, accordi definiti di "seconda generazione", che si affianchino a quelli già conclusi sulla lotta all’immigrazione clandestina (la cui efficacia è stata sottolineata in particolare dai rappresentanti del Ministero dell’Interno) ma che abbiano come obiettivo la formazione professionale degli immigrati legali ed il loro inserimento lavorativo presso i molti settori produttivi italiani che ne fanno sempre più richiesta.

In quest’azione l’Italia ha ormai acquisito una grande esperienza che può essere proposta come modello per una futura politica europea dell’immigrazione. Il "modello" italiano – ha concluso l’Ambasciatore Vattani - è molto vicino alla proposta che il Commissario UE per la Giustizia e gli Affari Interni, Vitorino, ha recentemente avanzato ai partners comunitari su questa delicata materia. (Inform)


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