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INFORM - N. 91 - 11 maggio 2001

Intervento del prof. Meo Zilio (CGIE/Lega) al dibattito suscitato dall’appello di Bobbio agli intellettuali

VENEZIA - Ho ricevuto la proposta di firmare un contro-appello che si oppone a quello ben noto di Bobbio, redatto da Franco Cardini ed altri prestigiosi intellettuali, il quale, mentre chiede ai leaders dei "contrapposti schieramenti" di assumere esplicito impegno su certi temi di politica culturale, alcuni dei quali sacrosanti come la lotta all’omologazione culturale, la revisione dei recenti progetti di riforma della scuola e dell’università, la tutela e la conservazione dei beni culturali, la creazione nella TV pubblica di un canale dedicato esclusivamente all’informazione culturale, il sostegno imparziale ed efficace della nostra produzione cinematografica per il rilancio internazionale.

Per quanto riguarda invece il giudizio generale sulla suddetta mozione bobbiana il testo si limita a dichiarare che "Spiace ed allarma (più sopra era stata usata l’espressione attenuata "spiace e preoccupa"; e più sopra ancora quella garbatissima del semplice "spiace") che stiano circolando nel paese manifesti firmati (e presumibilmente redatti) da illustri studiosi nei quali l’avversario politico è denunziato come un ‘pericolo obbiettivo’ per la democrazia".

Ho ovviamente sottoscritto tale documento anche se mi sarei aspettato che in esso si facesse cenno alla cosa più importante e cioè a un vero federalismo. Comunque rimanga chiaro che intellettuali come il sottoscritto non solo sono "dispiaciuti e allarmati", come recita quella rimostranza all’acqua di rose, ma sono indignati per il meschino tentativo di delegittimare la loro fede democratica. (Giovanni Meo Zilio-Inform)


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