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INFORM - N. 91 - 11 maggio 2001

Castagnetti (PPI) agli italiani all'estero: Non sentitevi esclusi dal voto del 13 aprile

STOCCARDFA - E’ stato distribuito in questi giorni il primo numero della pubblicazione per gli italiani in Germania "La Nuova Linea", diretta da Vito d’Adamo. Ne riprendiamo l’editoriale, a cura dela segretario del Partito Popolare Italiano (PPI) Pierluigi Castagnetti.

Vorrei rivolgere dalle pagine del primo numero de La Nuova Linea un saluto innanzitutto ai lettori, agli italiani che vivono in Germania, a tutti i nostri connazionali impegnati in attività di educazione e formazione, sia nel ruolo essenziale di genitori che nel ruolo altrettanto importante di docenti ed insegnanti, uniti dal comune impegno di formare le nostre nuove generazioni, l'Italia che sta crescendo fuori dell'Italia. Un saluto ed un augurio particolare anche a coloro che hanno promosso questa iniziativa, perché sia un'avventura destinata al meritato successo.

A pochi giorni da un appuntamento elettorale di grandissima rilevanza rivolgo a tutti l'invito ad essere partecipi della consultazione che ci attende, attraverso il voto che ognuno di voi dovrà, ancora per questa volta, venire ad esprimere nel nostro Paese. Per voi italiani, residenti all'estero, l'attesa legislazione che avrebbe consentito l'esercizio del diritto di voto senza dover ritornare in patria non è purtroppo giunta a compimento. Ma vorrei ricordare che proprio attraverso l'iniziativa ed il contributo determinante dei Popolari, sono state introdotte nella Costituzione italiana le modifiche necessarie per rendere possibile l'esercizio del diritto di voto all'estero. Possiamo a buon diritto rivendicare le modifiche degli articoli 48,56 e 57 della Costituzione che hanno istituito la circoscrizione Estero, stabilendo che 12 deputati e 6 senatori siano direttamente eletti dagli italiani all'estero. Nonostante l'impegno con cui fino all'ultimo abbiamo sostenuto l'obiettivo della sua piena realizzazione, questa legislatura si chiude senza che sia stato possibile portare a compimento quelle norme della legge ordinaria che occorrono perché sia consentita l'attuazione del nuovo testo costituzionale. Quelle che ci attendono il 13 maggio avrebbero potuto essere le prime elezioni a restituire agli italiani all'estero la reale possibilità di esercitare il diritto di voto e di essere rappresentati in Parlamento. Saranno sicuramente le ultime a non consentirlo. Ciononostante è importante che nessuno si senta per questo escluso dal legame con il nostro Paese e che la delusione per quella che è stata una battaglia da noi condivisa e sostenuta non offuschi l'importanza degli obiettivi ormai acquisiti. Il senso di appartenenza all'Italia deve restare forte e radicato anche se solo con la piena attuazione della legge per l'esercizio del diritto di voto all'estero potrà dirsi compiuta la cittadinanza italiana per tutti i cittadini residenti fuori del nostro Paese. Cittadini italiani che appartengono ad una comunità nello stesso tempo più ampia, racchiusa nei confini dell'Europa.

C'è un altro percorso che in questi ultimi mesi non è giunto a compimento e che ci riguarda tutti come cittadini europei. Mi riferisco alla proclamazione della Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione e alla sua mancata inclusione nel Trattato di Nizza e al conseguente dibattito che si è aperto sul futuro dell'Europa. C'è un problema istituzionale reso urgente dal varo dell'Euro e dall'allargamento ed i Presidenti Johannes Rau e Carlo Azeglio Ciampi stanno indicando autorevolmente la soluzione federalistica. Ma c'è un contestuale problema di "identità europea": federazione vuol dire mettere insieme, cioè condividere la sovranità, ma per quale Europa? La Carta dei Diritti fornisce i principi e i valori condivisi, il preambolo di una Costituzione, su cui si può fondare concretamente la cittadinanza europea. Questa è prevista dal Trattato dell'Unione Europea all'articolo 2, ma non è stata finora realizzata. La carta è in grado di alimentare il senso di appartenenza ad un'organizzazione politica che coinvolga ed impegni tutti gli europei, non per annullare la cittadinanza nazionale e locale, ma anzi per garantirla e potenziarla con la solidarietà e con la sussidiarietà. Una organizzazione politica costruita con una Costituzione che permetta a ciascun europeo di sentirsi cittadino europeo pur rimanendo cittadino italiano o tedesco, come fa la Costituzione italiana per i romani o i siciliani di Pantelleria e la Grundgesetz tedesca per i berlinesi o gli svevi di Blaubeuren. Cittadinanza europea, senso di appartenenza ad un comune destino, partecipazione ad un progetto condiviso devono essere rese possibili da un patto costituzionale elaborato democraticamente con il coinvolgimento di tutti i settori dell'opinione pubblica. Quale Europa, dunque? L'Europa dei cittadini informati, consultati, rappresentati, democraticamente governati.

È per questo anche che il risultato delle elezioni che ci attendono sarà determinante, perché non sia interrotto quel cammino virtuoso, perseguito dai governi di centro sinistra, che ha consentito al nostro Paese con l'ingresso nell'Euro di partecipare al progetto di costruzione europea, senza tradire gli ideali e gli obiettivi che i padri fondatori, tra i quali possiamo andar fieri di ricordare Alcide De Gasperi, seppero indicare alle generazioni successive. (Pierluigi Castagnetti, Segretario del PPI, de.it.press/Inform)


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