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INFORM - N. 91 - 11 maggio 2001

Micheloni (Colonie Libere Italiane in Svizzera/CGIE): Appello al voto per le elezioni del 13 maggio

ZURIGO - Il 13 maggio 2001 gli italiani sono chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento della Repubblica italiana. L’occasione è storica, infatti ci troviamo confrontati con una scelta di fondo: continuare sulla pur difficile, strada del rinnovamento del paese imboccata dal centrosinistra, con notevoli risultati, o affidare il paese ad un gruppo di persone che dietro il presunto cambiamento sembrano nascondere solo interessi e privilegi personali?

Per il nostro movimento, le Colonie Libere Italiane in Svizzera, non vi sono esitazioni di sorta: la nostra storia, la nostra tradizione, insomma la nostra ragion d’essere ci dicono che in nessun caso possiamo stare con le destre, che in nessun caso possiamo farci abbagliare dalla demagogia, dal populismo e dal leaderismo di un premier-padrone, che in nessun caso possiamo immaginare l’Italia frantumata in un federalismo che non poggi su basi realmente solidali.

Non abbiamo difficoltà ad ammetterlo: il centro sinistra non è riuscito a realizzare tutto quello che speravamo. Le nostre legittime aspettative sono molte a fronte delle reali possibilità e risorse a disposizione. Nessuno ha la bacchetta magica, ci vuole più tempo per modificare la realtà italiana e recuperare decenni di ritardi. In questa legislatura si è fatto molto, in tal senso dobbiamo continuare.

Anche perché una cosa è certa: l’Italia è cambiata, la sua immagine, il rispetto che ha acquisito nel Mondo in questi anni non sono mai stati così positivi.

Per questo vi chiedo care Amiche e Amici di fare il massimo possibile per tornare e far tornare a votare. Chi non potesse rientrare può far sentir la propria voce presso famigliari, amici, ex emigrati invitandoli ad un voto che contribuisca a battere questa destra italiana inquietante, che – se ne sono accoti anche all’estero – non ha nulla a che fare con il pensiero liberale.

È nel nostro interesse, è nell’interesse dell’Italia. Non fermiamoci all’amarezza del mancato voto all’estero: una legge fatta in fretta e furia all’ultimo minuto avrebbe forse soddisfatto le attese emotive, ma avrebbe al contempo creato grossissimi problemi d’applicazione. E questo chiunque lo sa.

Cosa succederà in futuro si vedrà.

In ogni caso, indipendentemente dal risultato del 13 maggio, chi governerà l’Italia dovrà portare avanti la riforma dello Stato e del federalismo. Ciò comporta, secondo i programmi presentati, una riforma del Parlamento Nazionale.

Si dice sempre con più insistenza che si dovrebbe immaginare un sistema con una Camera dei Deputati numericamente ridotta affiancata da una Camera delle Regioni al posto del Senato, (un sistema simile a quello svizzero).

Se ciò dovesse avvenire è difficile pensare veramente che l’esercizio del voto all’estero così come discusso finora possa vedere realmente la luce.

Ma la pur giusta riflessione sul voto non deve farci dimenticare che è arrivato il momento di discutere seriamente delle nostre istanze di rappresentanza, i Comites e il CGIE. Che vanno profondamente riformati. I Comites, dando loro reali poteri e funzioni nei confronti dei Consolati, per la politica necessaria agli italiani residenti all’estero. Il CGIE, eleggendolo a suffragio universale, superando il semplice ruolo consultivo, conferendogli un vero ed autonomo collegamento con il potere legislativo, per esempio in un’eventuale Camera delle Regioni.

La FCLIS, che affonda le sue radici nella lotta al nazifascismo, è rimasta sempre fedele ai valori della Repubblica nata dalla Resistenza, chiede a tutti voi il massimo impegno per difendere far valere i nostri ideali contro l’arroganza la xenofobia e gli inconfessabili interessi della destra italiana. Solo così potremo contribuire a trasmettere alle nuove generazioni un’Italia libera, democratica, sociale, solidale e pulita.

Buon lavoro e buon voto a tutti. (Claudio Micheloni Presidente della FCLIS, Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera/Inform)


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