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INFORM - N. 90 - 10 maggio 2001

Dante Alighieri - Si sposta a Rossano Calabro la mostra "Caro Novecento" sull’arte italiana del XX secolo

ROMA - Dal Palazzo Vitari di Rende (Cosenza), dove ha avuto luogo dal 24 marzo al 26 aprile scorsi, la mostra "Caro Novecento. Aspetti dell’arte italiana dagli anni Trenta ai Cinquanta nelle Collezioni e negli Archivi" giunge nell’ex Convento di S. Bernardino, a Rossano Calabro (Cosenza). L’esposizione è stata inaugurata l’8 maggio e sarà aperta al pubblico fino al prossimo 29 maggio.

Promossa dall’Amministrazione Provinciale di Cosenza, la mostra è stata organizzata dall’Associazione Culturale Servizi per l’Arte AxA di Roma ed è stata curata dal direttore artistico del Centro per l’Arte e la Cultura "Achille Capizzano", Tonino Sicoli. La rassegna viene patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Rossano, dalla Società Dante Alighieri di Roma, dal Rotary Club di Cosenza, dall’Intersiel (Gruppo Telecom Italia Finsiel) e dalla Banca Carime (Gruppo Intesa). Il catalogo della mostra è stato curato da Alessandro Masi, Tonino Sicoli, Domenico Guzzi e Laura Turco Liveri.

Il percorso espositivo propone una quarantina di opere di autori storici del Novecento, tali da ripercorrere il delicato passaggio temporale che va dagli anni Trenta ai Cinquanta. Nel clima generale di ritorno all’ordine, quegli anni hanno visto la coesistenza di vari fenomeni artistici. Sotto il comune intento di recuperare e rinnovare la tradizione italiana, classica e primitiva, contro il verismo e l’accademismo di maniera, i maggiori autori del periodo si ritrovarono insieme nelle mostre del Novecento italiano. Alcuni dei raggruppamenti che si sono rifatti alle poetiche del Realismo Magico e dei Valori Plastici, hanno spinto verso una figurazione tersa, trasfigurando la natura e reinventandola in una rarefatta dimensione straniata. Altre volte la figurazione è stata più partecipata e intensamente vissuta, come negli artisti della Scuola Romana di Via Cavour.

Anche quei movimenti che si sono posti in netto dissenso col regime (oltre alla Scuola Romana, Corrente e i Sei di Torino) pur accentuando la caratterizzazione e la differenziazione politica, alla fin fine non sono stati poi così distanti sul piano dell’immagine dai movimenti avversati. C’è stato infatti, in quegli anni, un diffuso e comune intento di restaurazione estetica, a favore di un’arte non trasgressiva, non intellettualistica e comprensibile a tutti. (Inform)


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