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INFORM - N. 90 - 10 maggio 2001

Conferenza stampa di Mirko Tremaglia

Italiani all'estero: responsabilità sul voto all'estero e impegni per la nuova legislatura

ROMA - "Gli italiani all'estero sono entrati a far parte della Costituzione della Repubblica". Lo ha ribadito l'on. Mirko Tremaglia nella conferenza stampa tenuta presso la Camera dei deputati alla presenza di rappresentanti del CTIM di varie parti del mondo, di cui il parlamentare di AN è segretario generale. "Sono qui per dichiarare le responsabilità e gli impegni", ha detto Tremaglia. Responsabilità per la mancata approvazione della legge ordinaria che avrebbe consentito agli italiani all'estero di esercitare il diritto di voto alle elezioni del 13 maggio, a coronamento delle modifiche agli articoli 48, 56 e 57 della Costituzione, e impegni per la nuova legislatura.

Dura è stata la requisitoria di Tremaglia nei confronti del "regime partitocratico" che ha sempre contrastato "l'altra Italia" e che ha impedito l'esercizio del voto malgrado le assicurazioni date in occasione della Prima Conferenza degli italiani nel mondo del dicembre scorso. Le responsabilità, secondo Tremaglia, ricadono sul governo (ha citato in particolare, per le loro dichiarazioni, il presidente del Consiglio Amato e il ministro Maccanico) e sulle forze politiche della maggioranza che hanno ritardato l'approvazione del provvedimento nella Commissione Affari Costituzionali del Senato, prima accorpando la legge ordinaria per il voto all'estero ad una riforma elettorale generale votata al fallimento, e poi dando la precedenza all'esame di un disegno di legge, quello sul conflitto d'interesse, che ugualmente si sapeva non avrebbe potuto giungere all'approvazione definitiva. Non è mancato tuttavia un accenno a "qualche dissonanza" derivante dalla posizione personale in Commissione Affari Costituzionali di alcuni "quasi amici", anche se la "responsabilità maggiore" dei ritardi va attribuita "alle forze della maggioranza".

La conseguenza è stata che la legge ordinaria è stata posta all'ordine del giorno dell'aula del Senato alla vigilia dello scioglimento del Parlamento. Un vero "scandalo internazionale", ha ripetuto, e neppure l'estremo tentativo fatto presso il Capo dello Stato dal Comitato di presidenza del CGIE (di cui Tremaglia fa parte) è riuscito a modificare il corso degli eventi: il presidente del Consiglio aveva fatto sapere che non si poteva andare avanti fino all'esercizio del voto perché "mancavano gli adempimenti tecnici". Responsabilità per la quale l'esponente di An ha chiamato in causa il ministero degli Esteri ma soprattutto il ministero dell'Interno che non ha provveduto all'aggiornamento dei dati dell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero.

E veniamo agli impegni di legislatura. Si sapeva della richiesta di Tremaglia di approvare entro sei mesi la legge ordinaria per il voto all'estero e di reintrodurre "a titolo di risarcimento" il ministero senza portafoglio per gli italiani nel mondo. Si sapeva anche dell'impegno assunto, al riguardo, dal presidente di An Gianfranco Fini, insieme alla proposta di candidare Bruno Zoratto alle elezioni del 13 maggio (proposta che Zoratto, presente alla conferenza stampa, non ha accolto perché in Parlamento vuole riuscire ad entrare con il voto degli italiani all'estero).

La novità è rappresentata, invece, da un messaggio di Silvio Berlusconi a Mirko Tremaglia nel quale il leader di Forza Italia e della Casa delle Libertà assicura che "ripresenteremo ed approveremo, entro i primi mesi della legislatura, la legge di attuazione chiamata a rendere esecutivo il nuovo dettato costituzionale", e ricorda che "il governo da me presieduto varò il decreto per la ricostituzione del ministero per gli Italiani all'estero". Ricorda infine Berlusconi che nel programma di governo viene ribadita la volontà di "valorizzare l'immenso patrimonio umano e culturale rappresentato dagli italiani all'erstero, milioni di persone che in tutti i continenti hanno convogliato sul nostro Paese il rispetto e la stima del mondo". Tremaglia ha inoltre riferito di aver avuto colloqui con Casini e Buttiglione e con il rappresentante della Lega nel CGIE, il prof. Meo Zilio.

Per rendere operativo l'esercizio del voto all'estero si dovrà arrivare ad un'unica anagrafe degli italiani residenti all'estero attribuendone la competenza al ministero dell'Interno in collaborazione con il ministero degli Esteri e non più ai singoli comuni. Per quanto riguarda il ministero senza portafoglio per gli Italiani nel mondo, dovrà avere le competenze stabilite dal decreto Berlusconi del 7 ottobre 1994: politiche generali concernenti le collettività italiane all'estero, la loro integrazione e i loro diritti; l'informazione e l'aggiornamento delle collettività sull'evoluzione della società italiana; l'intervento coordinato dello Stato e delle Regioni a favore delle comunità all'estero e le provvidenze per gli italiani che rimpatriano; la valorizzazione del ruolo degli imprenditori residenti all'estero.

Intanto, per Tremaglia si prospetta, in caso di vittoria elettorale della Casa delle Libertà, un incarico di governo. Nessuno ne ha parlato durante la conferenza stampa, però vi ha accennato Gianfranco Fini in una intervista all'Eco di Bergamo. Dopo aver confermato che "se vinciamo sarò il vice presidente del Consiglio dei ministri", - unico tra coloro "che possono tranquillamente assumere una responsabilità di governo anche nazionale" - Fini ha citato espressamente Mirko Tremaglia "per la sua grande passione, per l'onestà da tutti riconosciuta, per la competenza". Ed ha aggiunto: "La lettera che gli ha inviato il presidente della Camera Violante è lo specchio del rispetto e della stima che gode in tutti i campi". (gc-Inform)


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