* INFORM *

INFORM - N. 89 - 9 maggio 2001

Associazione Valtellina in Ticino

Stranieri nella polizia svizzera: apertura, tornaconto, realismo, buon senso ?

LUGANO - Per chi conosce la severità (e talvolta pignoleria) con cui si selezionano i candidati poliziotti - alla fin fine sono i tutori dell’ordine e i numi tutelari della giustizia - certe notizie fanno sensazione. Lo rileva il CEDIEM dell'Associazione Valtellina in Ticino.

A Basilea-Città ci sono i primi poliziotti stranieri. Sono due italiani: Bruno Moresi e Leonardo D’Innocenti. Stranieri della terza generazione (nati quindi in Svizzera e formati nella scuola svizzera) che hanno acquisito tutto il patrimonio socio-culturale svizzero; non sono però in possesso del passaporto rosso.

Anche nella prossima tornata di assunzioni a Basilea-Città figurano ben nove candidati stranieri. Basilea-Città non è però l’unica innovatrice; anche nel Semicantone Basilea-Campagna e nel Cantone Svitto ci sono porte aperte per il reclutamento di stranieri nel corpo di polizia.

Un’apertura che codifica l’impegno di integrazione che è parola d’ordine a livello nazionale? Senso di realismo di fronte alla multietnicità che comincia ad essere tenuta in considerazione un pò ovunque? Buon senso e tornaconto con l’intento di migliorare i rapporti tra forze dell’ordine e una popolazione sempre più internazionale?

Tutti motivi che forse sono alla base di una inversione di tendenza che sicuramente è uno straordinario passo avanti nel processo di integrazione. Un passo avanti che si spera contribuisca a migliorare i rapporti con la popolazione estera facendo leva particolarmente su una maggior reciproca conoscenza e su un’intesa più motivata.

Saranno i risultati - conclude il CEDIEM - a precisare il valore autentico dell’innovazione e a farla condividere dagli strati meno aperti della popolazione svizzera. (Inform)


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