* INFORM *

INFORM - N. 89 - 9 maggio 2001

L'editoriale di "Corrispondenza Italia"

Le elezioni e le attese degli italiani, in patria e fuori confine

ROMA - Licenziamo questo numero del nostro notiziario - rileva "Corrispondenza Italia", edita dal Patronato Inas-Cisl - all’immediata vigilia delle elezioni parlamentari e dunque, per qualche considerazione da condividere con gi amici connazionali all’estero, ci rifacciamo a un prossimo appuntamento nel quale, sperabilmente, potremo intravedere il futuro di una XIV legislatura stabile e sicura, capace di dare agli italiani, in patria e fuori confini, una prospettiva di lavoro e di sviluppo almeno coerente, se non pienamente conforme alle aspettative e agli interessi popolari che il nostro movimento sindacale rappresenta.

Abbiamo in realtà lasciato alle nostre spalle una campagna elettorale estremamente deludente ai fini della chiarificazione sulle proposte complessive che le coalizioni in lizza sottoponevano al giudizio e alla scelta del corpo elettorale. Gli impegni assunti sono stati generici e comunque, anche quando – come è stato oggettivamente per la coalizione di Centro-Sinistra – sono stati meno vaghi e superficiali, non hanno dato convincenti indicazioni sui percorsi da battere, sui mezzi e sulle risorse da impegnare, sui "no" (oltre che sui troppi "si" a tutto e al contrario su tutto) che pure occorre avere il coraggio di pronunziare se si vuole essere seriamente credibili, assumendo impegni d’onore con chi dà la delega democratica a essere governato.

I connazionali nel mondo – lo diciamo naturalmente con ironia amara – non potranno dunque lamentarsi per essere considerati cittadini di serie B: perché nella serie cadetta ci siamo tutti. Per lo meno sull’esercizio del diritto di voto all’estero – citiamo ad esempio – nessuno ha avuto il coraggio di pronunciare motto, se non generiche doglianze per la delusione reiterata e accuse a "quegli altri" su cui riversare la colpa. Meglio così. Almeno il pudore è salvo. E chi sa che questo non sia un buon viatico scaramantico per dare seguito concreto a quella revisione costituzionale che si adottò in pompa magna nella legislatura trascorsa!?

Gli amici lettori sanno con quanto impegno il sindacato e il patronato si sono battuti sul versante previdenziale. Anche qui, promesse mirabolanti, specialmente dal Centro-Destra. Non meno di un milione al mese ad ogni pensionato. Bene, bene! Ma mentre si facevano queste affermazioni generiche, si denunciava, con la stessa bocca, il cosiddetto "sfascio del sistema previdenziale italiano che correre verso la bancarotta perché ha la manica troppo larga e generosa".

Le nostre organizzazioni hanno fatto tutto ciò che era il loro potere per mettere tali questioni socialmente vitali del "welfare state", coi piedi per terra. Hanno esibito dati e cifre che dimostrano l’efficacia delle riforme concertate negli annoi 90: riforme che hanno comportato il rallentamento delle dinamiche dei costi del welfare e risparmi conseguiti per alcuni aspetti come quello delle pensioni di anzianità. Ma nello stesso tempo, con la piattaforma rivendicativa unitaria dei pensionati per il 2001, hanno chiesto la correzione d quella ingiustizia crudele che fu fatta nel 1992 a danno delle pensioni all’estero e che ha avuto effetti devastanti specialmente in America Latina.

Sono solo due esempi circoscritti per motivare il giudizio che abbiamo dato sulla campagna elettorale. Ma domani è un altro giorno. E governo e parlamento, quali che saranno per colore e orientamento, troveranno comunque all’ordine del giorno - conclude "Corrispondenza Italia" - i problemi che le nostre organizzazioni continueranno a riproporre con determinazione immutate. (Inform)


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