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INFORM - N. 89 - 9 maggio 2001

Alla conquista della "Palma d’Oro": Nanni Moretti ed Ermanno Olmi protagonisti al Festival del Cinema di Cannes

ROMA - Il cinema italiano si presenta al 54° Festival del cinema di Cannes (9-20 maggio) da protagonista sotto tutti i punti di vista, dando prova di una rinnovata vitalità. Dopo l’amara esclusione dell’anno passato, nella selezione dei film in concorso la presenza italiana risulta estremamente prestigiosa. Saranno infatti in gara La stanza del figlio di Moretti e Il mestiere delle armi di Olmi, spalleggiati nella rassegna fuori concorso "Un certain regard" da Domani di Francesca Archibugi e Le parole di mio padre della figlia d’arte Francesca Comencini. La partecipazione italiana, però, si afferma anche su altri livelli: il regista Mimmo Calopresti farà parte della giuria principale presieduta da Liv Ullman e composta da registi, attori e scrittori internazionali, mentre l’affascinante attrice Valeria Bruni Tedeschi è stata scelta per la giuria presieduta da Erick Zonca destinata a giudicare i cortometraggi.

Particolarmente significativa per il cinema italiano sarà poi la giornata del 15 maggio con il tributo all’indimenticabile Vittorio De Sica per il centenario della nascita e la proiezione di Miracolo a Milano (Palme d’Or nel 1951) e di Ladri di Biciclette. Ma il riconoscimento più importante per la cinematografia italiana si avrà il 16 maggio con la proiezione dell’ultimo film del mitico cineasta italo-americano Martin Scorsese (Il mio viaggio nel cinema italiano), un documentario di circa quattro ore che risulta essere un personalissimo viaggio sentimentale attraverso il cinema italiano di tutti i tempi.

Le chances italiane di conquistare la Palme d’Or risiedono dunque nell’attesissimo ritorno alla regia, dopo un lungo riposo artistico, di due veterani della manifestazione: Ermanno Olmi è stato infatti l’ultimo italiano a vincere la Palme d’Or nel lontano 1978 con L’albero degli zoccoli, mentre Moretti con la sua precedente pellicola Caro Diario ha ottenuto nel 1994 il premio per la migliore regia. Il regista cattolico Olmi, sempre controcorrente, torna alla macchina da presa con un coraggiosissimo film in costume, non solo ambientato nel Cinquecento, ma anche con una sceneggiatura scritta nell’italiano dell’epoca. Il film, traendo spunto dalle vicende storiche relative alla morte in giovanissima età del capitano di ventura Giovanni dalle Bande Nere, tende metaforicamente a fare del protagonista "un martire come Cristo" (Enzo Siciliano, La Repubblica 5/5/2001). Anche Moretti dà prova di altrettanto coraggio presentando una pellicola molto diversa dalle sue precedenti, proponendo un film drammatico e maturo, raffinato ed essenziale, con una vicenda che è un romanzo che con delicatezza affronta l’universo del dolore umano.

I due maestri italiani avranno però da confrontarsi con l’agguerrita concorrenza dei film degli altri 20 registi in concorso: mentre i cineasti francesi sembrano destinati a rivestire il ruolo di outsider (Kahn, Rivette, Corsini, Dupeyron), sono molti i grandi maestri presenti alla Croisette che partono con le carte in regola per conquistare la Palme d’Or: Godard, Imamura, De Oliveira, Makhmalbaf, Sokurov, Lynch e i fratelli Coen. (Antonio Ricci – Inform)


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