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INFORM - N. 88 - 8 maggio 2001

Riunita a Lima la Commissione Continentale per l'America Latina. Fedora Di Marco: cronaca dei lavori

LIMA - La Commissione Continentale per l’America Latina del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero si è riunita a Lima (Perù ) dal 23 al 25 aprile.

Nelle tre giornate di lavoro si sono ripercorsi, in sostanza, gli stessi itinerari.

Il Consigliere Giacomo Canepa del Perù, con la compostezza che lo contraddistingue, e con l’approvazione generale, ha recriminato la comunicazione tardiva da parte della Segreteria, della esclusione degli esperti non residenti in Perù, deliberata dal Comitato di Presidenza nella riunione di Johannesburg; ha rinnovato la richiesta della istituzione di una sede consolare a Lima per i circa 30mila italiani residenti nel Paese e ha espresso la sua disapprovazione per la mancata legge ordinaria per l’esercizio del voto all’estero.

Ai saluti del locale Presidente del Comites Giovanni Defendi è seguito l’intervento del Vice Direttore degli Italiani all’Estero e delle Politiche Migratorie Ministro Stefano Ronca che ha trasmesso la delusione del Ministero degli Affari Esteri "non inferiore alla vostra" per l’interruzione dell’iter parlamentare della legge ordinaria per l’esercizio del voto degli italiani all’estero, ha ribadito, l’impegno del Ministero per l’unificazione delle due anagrafi (dei Comuni e del Ministero degli Interni) e la riproposizione della legge di riforma dei Comites alla prossima legislatura, legge che dovrebbe prevedere uno stanziamento per il laboratorio della Donna in Emigrazione; ha preannunciato che in ottobre si procederà al censimento di tutti gli italiani in Italia e all’estero. Quanto ai corsi di formazione professionale, il cui bando sarà pubblicato in estate, c’è ampia disponibilità e per attualizzare le proposte della collettività e per migliorarne la trasparenza e i servizi; per i Piani paese per il 2002- stanziamento previsto 52 miliardi- per ovviare alla loro differenza, riscontrata dall’esame del 21 marzo, si elaborerà un piano di formulazione comune.

A tutela delle pensioni, come ricordato dal Vice Segretario di area Antonio Macrì, il Consiglio Generale lotta da anni per il loro adeguamento cambiario in America Latina, data locale la svalutazione monetaria. Allo scopo c’è una delibera dell’INPS, non ancora approvata, che lo migliorerebbe. Entro il mese di maggio, una delegazione dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale si recherà in America Latina per incontrarsi con i rappresentanti di alcuni governi locali per le eventuali misure da adottare.

Non sono mancati degli assoli di "abuso " "vergogna " esclamati all’indirizzo del Comitato di Presidenza per la imposta assenza degli esperti né i proclami che questa è una delle ragioni della riforma del CGIE, che per fortuna la legge di riforma dei Comites è decaduta, né la rivendicazione "a noi" della unificazione delle due anagrafi. Non si è ben compreso, veramente, se quel "a noi" si riferisse ai consiglieri del Consiglio Generale o ai Comites.

Avendo raccolto da "una voce di corridoio" che si passerà al punto 3 all’ordine del giorno: legge CGIE, saltando a pie' pari il punto 2: legge dei Comites, interviene Fedora Di Marco che registra come già a Roma, nella riunione del CGIE di febbraio, si sia percepito , nella caduta dei toni, il profondo senso di sconfitta per il voto mancato che a suo parere non deve far abbassare la guardia sui tanti problemi irrisolti: disposizioni di attuazione dell’autocertificazione alla rete consolare, abolizione del rinnovo dei passaporti, riforma dei Patronati, completamento degli organici della rete consolare anche con esperti in informatica e collaborazione, ove possibile, con i Comites. Misure queste che contribuirebbero sostanzialmente a risolvere la situazione di emergenza in cui versano gli italiani della rete consolare dell’America latina che pullula si di consolati, ma di 2ª categoria ed esautorati da ogni atto di responsabilità. Formazione professionale, ma anche linguistica del Paese di destinazione, del personale assegnato alla rete consolare; obbligatorietà della visibile identificazione dei dipendenti consolari; apertura di nuove sedi consolari di prima categoria date le estensioni territoriali e la massiva presenza dei cittadini italiani; accettazione consolare dell’autotraduzione e traduzione consolare degli atti richiesti d’ufficio. C’è l’emergenza del contributo di solidarietà, acuita dalla continentale regressione economica; la necessità della riforma della legge 153/1971, istitutiva dei corsi di lingua e cultura italiana e l’approvazione di quella degli Istituti di Cultura. I Comites e il CGIE hanno conquistato il riconoscimento del diritto di trasmissione della cittadinanza italiana, per le donne sposatesi dopo il 1948, ma resta da conquistare la cittadinanza jus sanguinis per tutti i discendenti dei naturalizzati; bisogna stimolare la strutturazione dell’osservatorio delle donne e quello dei giovani per i quali, in vista della loro prima conferenza nella primavera del 2002, propone la formazione di una commissione di lavoro per un programma embrionale da sottoporre all’Assemblea Plenaria del Consiglio Generale di luglio; ripropone la richiesta dell’esonero del pagamento dell’IRPEF per la casa in Italia.

Seguono le ottime relazioni degli esperti: Roberto Provetti (legge CGIE), Opino Inglesi (Impresa, lavoro, cooperazione), Lucio Melino (Riforma della legge dei Comites), Miguel Antoni (sintesi dei lavori della precedente commissione Continentale di Montevideo), Fiorenza Turati (Donne in Emigrazione), Giovanni Defendi (Rete Consolare).

Quindi ci si avvita sulla questione degli esperti prima e sulla riforma del Consiglio Generale poi.

Per gli esperti, con vivacità, se ne discute il numero, le modalità di scelta, la ripartizione per Paese: Si mettono in discussione i problemi di bilancio , il contenuto del comunicato in proposito del Segretario Narducci del 22 marzo e la legittimità, nel metodo e nella sostanza, dei veti e delle imposizioni della delibera di Johannesburg del Comitato di Presidenza. La Commissione si divide tra chi, la maggioranza, ritiene che agli esperti, per essere considerati tali, è sufficiente l’appartenenza ai Comites e chi, la minoranza, lo ritiene un requisito insufficiente perché non apporta valori aggiunti (Frizzera, Bianchi, Narducci). Di Marco ribadisce ancora una volta che l’esperto "deve possedere una specifica e approfondita preparazione su un determinato argomento all’ordine del giorno. Fa rilevare che il problema, riproposto in ogni Commissione Continentale, soprattutto per una questione di spartizione clientelare, era stato risolto nella riunione di Roma del 27 febbraio allorquando, risollevato e riobiettato sempre nei medesimi termini, a dirimere la questione interveniva finalmente il Vice Segretario Macrì il quale decretava lapidariamente che " il loro numero è subordinato alle disponibilità economiche e per gli esperti della prossima riunione si valuteranno i curriculum, ai sensi della legge del CGIE, in relazione al tema all’ordine del giorno. La valutazione sarà fatta dal Comitato di Presidenza".

La "prossima riunione", appunto quella di Lima, lapalissianamente ha dimostrato lo scollamento tra le riunioni delle Commissioni Continentali dell’area e tra queste e le Assemblee Plenarie e il Comitato di Presidenza. Non solo! Ha evidenziato ancora una volta come si stiano spendendo risorse economiche ed umane nella replica itinerante di un falso problema che, secondo Filomena Narducci membro del Comitato di Presidenza , e quindi persona informata dei fatti, è solo latinoamericano. La madre di tutti i problemi è il problema del numero degli esperti dietro al quale si celano il privilegio della quantità sulla qualità e la spartizione clientelare.

Si é così arrivati al giorno 23 aprile e si passa al punto 3: la legge del CGIE con una sua rilettura incompleta per mancanza di tempo, puntuale e puntigliosa, che assorbe quasi un giorno e con la quale, in polemica con il Comitato di Presidenza, si rivendica in sintesi, la totale autonomia delle Commissioni Continentali ( appannaggio dell’Assemblea Plenaria resterebbe l’elezione del Segretario) e la riduzione dei Consiglieri di nomina governativa che stravolgerebbero le elezioni interne. Le proposte di modifica, sottoposte a votazione, registrano l’astensione di Negro e il voto contrario di Filomena Narducci a coerente sostegno del Comitato di Presidenza di cui sono membri, e il voto contrario di Di Marco per la quale esse debbono partire dai rappresentanti delle collettività: i Comites di cui i Consiglieri ,eletti in secondo grado, sono emanazione e cinghie di trasmissione con le istituzioni italiane in Italia

Si ridiscutono le insufficienti misure economiche adottate dal Ministero degli Esteri per i Comites e, in zona cesarini, la rete consolare e i corsi di formazione professionale. Il giorno 25 si riuniscono le commissioni tematiche. Il pomeriggio dello stesso giorno si leggono e si approvano i sei documenti finali. (Fedora Di Marco*-Inform)

* Consigliere CGIE Venezuela


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