* INFORM *

INFORM - N. 88 - 8 maggio 2001

RASSEGNA STAMPA

Corriere della Sera

PERSONAGGI - Al Cimitero degli Inglesi, vicino a Shelley e a Gramsci. Sepolto a Roma il poeta Gregory Corso. Era uno degli esponenti maggiori della Beat Generation, con Jack Kerouac e Allen Ginsberg. Era morto il 17 gennaio.

ROMA - 5 maggio 2001 - Oggi si realizza uno degli ultimi desideri di Gregory Corso: quello di essere sepolto nel Cimitero Acattolico di Roma, conosciuto come Cimitero degli Inglesi. La salma del poeta della beat generation, morto il 17 gennaio in un ospedale della capitale del Minnesota, ha trovato posto stamattina vicino alla tomba di Shelley, molto amato da Corso, nello stesso cimitero Roma dove sono sepolti anche Antonio Gramsci, Amelia Rosselli e Dario Bellezza.

Definito da Fernanda Pivano "un cherubino della poesia", Corso che era nato a New York nel 1930 da genitori italiani e in Italia tornava spesso. Qui aveva molti amici. Gli piacevano il cibo e il paesaggio. Le sue passioni erano Roma e la costiera amalfitana. Degli italiani adorava l’ospitalità. Erano sempre pronti ad accoglierlo. Lui sapeva come approfittarne.

Eppure, anche se aveva sempre amato l’Italia, e in Italia in qualche modo è riuscito a tornare, Corso resta il tipico personaggio newyorkese. Un poeta americano al cento per cento. L’America - diceva Delmore Schartz - ama i suoi poeti solo da morti. Ma non è del tutto vero. Corso, come Kerouac, per molti giovani e per molti artisti americani ha contato molto. Era un modello. Negli ambienti degli scrittori e del Rock aveva finito per diventare un’icona.

Si dice che Bob Dylan, di cui è appena uscita negli Stati Uniti una nuova biografia, sia intervenuto personalmente per ottenere la sepoltura a Roma. Patti Smith dal canto suo l’ha ricordato in un lungo, commosso articolo sul "Village Voice" di New York. (© Corriere della Sera)


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