* INFORM *

INFORM - N. 88 - 8 maggio 2001

Polemica: ma chi parla per "la comunità italiana in Canada"?

OTTAWA - Scusate la mia impertinenza, signori Carlo Consiglio, Paolo Canciani e Giovanni Rapanà, ma a titolo personale e non certo a nome dell'intera comunità italiana in Canada, che da Vancouver ad Halifax conta oltre 2 milioni di anime, mi permetto di suggerire che sarebbe ora di smetterla con questa strumentalizzazione di una grossa massa di italiani fuori d'Italia. 2 milioni di persone, ripeto, mai consultate, mai direttamente coinvolte spesso in decisioni che meriterebbero un minimo di approvazione o disapprovazione in nome di quella macchina democratica della quale noi tutti, io compreso, lo confesso, siamo sempre pronti a riempirci la bocca.

Giusto o corretto non mi sembra proprio il suggerire l' unanimità, quando, se richiesto, non esiste un minimo di documentazione. Gli italiani in Canada? Brava gente che sa bene cosa vuole e non vuole "portavoci". Smettiamola dunque di mettere parole in bocca a chi non ha alcuna intenzione di pronunciarsi, di chiedere, di elemosinare. Vi prego, signori, che gli interventi, le richieste e le rispettive smentite, quando sono opportune, siano a carattere personale e non a nome, ripeto ancora, di 2 milioni di anime tenute all' oscuro, spesso anche involontariamente.

Distinti saluti e buon lavoro e meno "chiacchiere" per "la comunità italiana del Canada". (Elio Coppola) ecoppola@magma.ca

FILADELFIA - Il signor Rapanà, coordinatore dei Comites del Canada, rimprovera a Consiglio, Presidente del Comitato tricolore per gli italiani nel Mondo per il Canada e Casciani, a nome dei Clubs Azzurri del Canada, di essersi rivolti a Silvio Berlusconi per suggerirgli, in caso di vittoria, di dare una speciale attenzione alla problematica degli italiani all'estero. Questo è stato fatto a nome delle loro organizzazioni e non, contrariamente a quanto insinua Rapanà, a nome della comunità italiana del Canada. Non era quindi necessario avere il suo consenso . Sarebbe stato comunque lodevole anche se lo avessero fatto a nome degli italo canadesi.

Hanno invece chiesto, e questa volta a nome della comunità italiana, che Berlusconi crei le premesse perché la legge ordinaria di attuazione degli articoli 48, 56, 57 della Costituzione per il voto agli italiani all'estero, sia approvata nei primi mesi di vita della legislatura in attuazione delle promesse fatte da tutti i gruppi parlamentari, eccetto i comunisti, quando il Senato rimandò il voto alla prossima legislatura. Chiesero inoltre che nella formazione del nuovo governo sia prevista la istituzione del Ministero, senza portafoglio, per gli italiani all'estero. Anche per queste proposte non era necessario il consenso di nessuno perché erano state approvate all'unanimità dalla recente conferenza dei paesi anglofoni di cui fanno parte autorevole anche i rappresentanti del Canada.

Il signor Rapana ha perso un'altra buona occasione per dimostrare che non è un esibizionista come appare con i suoi frequenti e spesso insensati interventi durante le riunioni a cui egli partecipa. (Enzo Centofanti) Enzofanti@aol.com


Vai a: