* INFORM *

INFORM - N. 88 - 8 maggio 2001

Rai International - Schirru (CGIE Australia) chiede di convocare la Commissione Informazione prima della firma della convenzione tra la Rai e la Presidenza del Consiglio

ROMA - Pietro Schirru (CGIE Australia), in qualità di Segretario della Prima Commissione Tematica del Consiglio Generale (Informazione e Comunicazione), con un messaggio inviato al Presidente della Commissione Bruno Zoratto e al Segretario Generale del CGIE Franco Narducci, ha chiesto la Convocazione della Commissione stessa prima che sia firmata la Convenzione tra la RAI e la Presidenza del Consiglio.

Secondo Shirru, "il problema relativo alle trasmissioni di RAI International è troppo importante per le collettività italiane all'estero ed esiste il pericolo serio che ancora una volta non si tenga conto delle esigenze di queste ultime".

Quello che segue è il testo del messaggio.

Caro Presidente e caro Segretario Generale,

dopo le ripetute richieste da parte tua (presidente) a te (segretario generale) di chiedere al Sottosegretario Chiti la convocazione della Commissione per l'editoria e il monitoraggio della'informazione italiana all'estero, rimasta purtroppo lettera morta, ritengo sia necessario applicare il vecchio adagio che se la montagna non va da maometto deve essere maometto ad andare alla montagna e convocare entro la fine di maggio una riunione straordinaria della 1.a Commissione.

Credo non si possa giustificare il silenzio da parte della Presidenza del Consiglio con la campagna elettorale in atto. Il governo, pur nei limiti dell'imminente consultazione, continua ad operare ed è possibile che in queste prossime settimane si arrivi alla firma della convenzione con la RAI senza che si possa intervenire e suggerire alla Presidenza del Consiglio tutti quei suggerimenti atti a restituire legittimità al ruolo che è proprio della 1.a Commissione.

In Australia sia i Comites che i componenti del CGIE (soprattutto il sottoscritto dopo che è stato reso noto che sono stato inserito in rappresentanza dei nostri connazionali qui residenti in quella fantomatica commissione di monitoraggio) si continuano a ricevere i programmi di RAI International in orari risibili e di impossibile ascolto. Le promesse e gli impegni dei vari direttori generali di RAI International (Morrione, Leone ed infine Magliaro) di avere un palinsesto per l'Australia sono rimasti lettera morta. La richiesta di verificare in sede di convenzione la possibilità di un "prezzo politico" per RAI International ha fatto la stessa fine. Nell'ultima audizione con il dr. Magliaro ci era stato detto che si stava negoziando con il partner arabo di RAI International per una revisione del contratto ormai in scadenza. Ma anche in questo caso nessuno si è degnato di dare seguito con qualche notizia.

Qui in Australia le due organizzazioni che vendono il programma italiano chiedono un minimo di AUD 19.50 da aggiungere al minimo consentito di acquisto per un totale minimo di oltre 50 dollari (60mila lire mensili). Una situazione inaccettabile, al limite dell'indecenza senza che nessuno propornga soluzioni mediate per limitare la spesa o, almeno, per avere i programmi italiani in orari possibili e senza la scomparsa improvvisa dei "seguiti" come avviene da sempre.

Altro elemento da considerare è quello relativo alla pubblicazione anche in Australia dei giornali italiani trasmessi per via telematica. La nuova legge sulle sovvenzioni alla stampa italiana all'estero stabilisce, tra l'altro, che ai giornali che diffondono più di 10mila copie giornaliere spetta e/o spetterà il rimborso del 50% dei costi di carta, stampa e distribuzione. Ma ci si è chiesti come si verificheranno ed accerteranno le tirature? In Australia su pubblica in formato "panino": La Repubblica inserita tra le pagine de La Fiamma (diffusa nel Nuovo Galles del Sud, Australian Capital Territory e Queensland) e de Il Globo (area di pertinenza Victoria, Tasmania, Sud Australia e Australia Occidentale). Inoltre nel Nuovo Galles del Sud da alcuni mesi il maggiore quotidiano dello Stato, il Sydney Morning Herald, limitatamente ad un certo numero di edicolanti vende assieme a quel giornale il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport (edizioni ridotte) ad un prezzo che in abbonamento è addirittura inferiore al costo unitario del quotidiano australiano (un dollaro invece di $1,10) e ad un $ 1.50 direttamente all'edicola.

Naturalmente nessuna obiezione sulla legittimità della iniziativa. Tuttavia restano tutte le perplessità sulla possibilità effettiva che il CGIE possa conoscere il contenuto dei contratti e l'effettiva distribuzione dei tre giornali, soprattutto perché questo si ricollega ad un controllo effettivo della distribuzione della stampa italiana in Australia le cui cifre, dichiarate per la richiesta di finanziamento, andrebbero per lo meno verificate con strumenti capaci di evitare qualsiasi dubbio sulla loro veridicità.

Credo non si debba aggiungere altro a quanto precede a sostegno della richiesta della riunione a stretto giro di tempo (mi raccomando di rispettare i dieci giorni minimi che devono intercorrere tra la richiesta di convocazione e la data della riunione) della I.a Commissione tematica del CGIE.

Naturalmente la richiesta ha una sua validità sia che, dopo le elezioni pilitiche del 13 maggio, a governare l'Italia sia ancora l'Ulivo o che vi sia un cambio della guardia: la sostanza dei nostri problemi è sempre la stessa. (Pietro Schirru, Segretario I.a Commissione)


Vai a: