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INFORM - N. 87 - 7 maggio 2001

L’impegno della Provincia Autonoma di Trento per la pace e la dignità delle genti nei Balcani

TRENTO - Pace e ricostruzione sono aspetti complementari di una identica realtà. L'opportunità di conseguire una pace stabile e duratura è strettamente legata alla qualità del processo di ricostruzione: condizione imprescindibile per sradicare alle fondamenta la possibilità di guerra è che la ricostruzione si sviluppi a partire dalle capacità locali e tenendo conto della specifica situazione in cui ha luogo. La conoscenza e il monitoraggio del contesto, al fine di supportare il processo di ricostruzione a partire dalla realtà locale, sono dunque base indispensabile. Sono queste le premesse con le quali è nato, nell’autunno del 2000, il progetto Osservatorio sui Balcani. Il cui obiettivo vuole essere il contributo al processo di ricostruzione che si esprime nel sostegno all'azione delle organizzazioni della società civile, delle organizzazioni non governative e delle istituzioni, attive nel sud-est Europa, in progetti di cooperazione e diplomazia dal basso.

Il progetto è promosso dalla Fondazione Opera Campana dei Caduti e dal Forum Trentino per la Pace di Rovereto. La realizzazione del progetto è affidata alla Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto ed è finanziato in misura prioritaria dalla Provincia Autonoma del Trentino, dalla Regione Autonoma Trentino-Alto Adige e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.

E in questi giorni anche l’Osservatorio permanente sui Balcani è tra i protagonisti del World Social Forum di Padova e che ha in "Civitas", il Salone della solidarietà, della economia sociale e civile – giunto alla sesta edizione – uno dei motivi di massimo richiamo.

Il 5 maggio, a Padova, era presente anche il vice presidente della Giunta provinciale della Provincia autonoma di Trento. Prima della tavola rotonda del pomeriggio – "Di-segnare l’Europa. I Balcani tra integrazione e disintegrazione" – ha avuto un significativo incontro con alcuni dei relatori. Tutti protagonisti attivi del difficile momento che ancora i Balcani vivono e nel quale anche la diplomazia popolare – di cui l’Osservatorio permanente sui Balcani è uno degli attori riconosciuti – vuole essere parte attiva.

Il vice presidente della Giunta ha ribadito l’impegno della Provincia autonoma di Trento che a partire dall’Osservatorio permanente sui Balcani (con il suo ruolo di informazione, riflessione e confronto a tutto campo) vuole continuare in un percorso che sappia coniugare gli sforzi della diplomazia "ufficiale" con quelli della diplomazia "popolare" per far sì che le tormentate genti dei Balcani possano – anche con l’aiuto dell’Europa - tornare a vivere in pace e dignità. (c.m.-Inform)


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