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INFORM - N. 87 - 7 maggio 2001

Rapanà: La comunità italiana in Canada non ha conferito deleghe a Consiglio e Canciani

MONTREAL - Ho letto con estremo interesse la richiesta di un impegno sul voto all’estero e sull’istituzione del ministero per gli italiani nel mondo, avanzata al Signor Berlusconi dai Signori Carlo Consiglio e Paolo Canciani, "a nome della comunità italiana del Canada" e riportata da agenzie di stampa. Non intendo entrare nel merito delle loro posizioni espresse sulle presunte responsabilità altrui per la mancata approvazione della Legge ordinaria che regola l’esercizio del diritto di voto all’estero, poiché ritengo inutile e controproducente innescare una polemica sulla paternità dei torti subiti.

Giusto per una questione di chiarezza, affinché il silenzio degli uni non venga interpretato come acquiescenza dagli altri, mi sento in dovere di ricordare che la comunità italiana del Canada non ha mai conferito alcuna delega ai rappresentati nominati dai partiti, tantomeno ha dato autorizzazione a qualcuno di elemosinare per essa un "po’ della Sua attenzione alle problematiche degli italiani all’estero". Tutt’al più in qualità di responsabili, rispettivamente, del CTIM e degli Azzurri nel Mondo del Canada, potrebbero parlare per i loro iscritti, ma sicuramente no per la comunità italiana del Canada, la cui dignità non può e non deve essere marginalizzata ad un po’ di attenzione da parte dei politici, di qualunque schieramento essi siano.

Sono dichiarazioni gratuite che traggono in inganno chi non conosce la realtà effettuale della comunità italiana in Canada. (Giovanni Rapanà*, Coordinatore Inter-Comites Canada) comites@total.net

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* Presidente del Comites di Montreal


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