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INFORM - N. 87 - 7 maggio 2001

Il CTIM del Nord America sulle votazioni del 13 maggio: un appello agli italiani all'estero

FILADELFIA - Il voto degli italiani all'estero può avere un significato importante il prossimo 13 maggio. Per questo facciamo appello agli italiani all'estero e specialmente a quelli residenti in Europa per i quali è più facile recarsi a votare in Italia dal momento che il Parlamento a maggioranza di centrosinistra ci ha negato la possibilità di votare in loco e per corrispondenza, affinché rientrino per esprimere il loro voto di condanna per l'Ulivo che in questi lunghi cinque anni di governo mostra soltanto un bilancio assolutamente negativo su tutti i fronti.

Questo è l'appello di Enzo Centofanti, coordinatore del CTIM del Nord America, Carlo Consiglio co-ordinatore per il Canada, Domenico Delli Carpini del quotidiano America Oggi, Giovanni Zuccarello, Presidente del Comites di Los Angeles, tutti membri del CGIE, Lucio Ruzzier, Presidente del Comites di New York, Paolo Ribaudo, Presidente del CTIM e del Comites del New Jersey, Sal Ferrigno , Presidente del CTIM della Circoscrizione Consolare di Filadelfia. E diamo le nostre ragioni:

L'aspetto più importante per la maggior parte degli italiani è l'analisi del risultato in campo economico di questo Geverno di centrosinistra. A questo proposito voglio riportare alla lettera il rapporto del World Economic Forum pubblicato sul "Sole 24 ore del lunedì" nel mese di marzo. " Per competitività l'Italia nel mondo è al 24^ posto dopo la Spagna e prima del Sud Africa e del Cile. Ha una pressione tributaria opprimente, un alto gap infrastrutturale, mercati di lavoro ingessati che compromettono la sua immagine". Commentando la classifica del WEF il giornale continua; possiamo dire che l'Italia al 24^ posto per livello di competitività è al 30^ posto per capacità di ripresa dietro paesi come Corea e Portogallo;. pressione tributaria a livello di socialismo reale con picchi di oltre il 60%; crescita del PIL fra il '97 e 2000 di una media inferiore di tre punti rispetto alla media europea e l'esportazione verso l'area dell'Euro in picchiata."

Questo è il paese che il centrosinistra ci lascia dopo 5 anni di governo. Il nostro è un paese economicamente allo sbando e quando si chiede agli italiani se stavano meglio 5 anni fa oppure ora la risposta è quasi unanime: 5 anni fa. Vogliamo citare ora alcuni commenti ripresi da un giornale di indubbia tendenza politica di sinistra , precisamente La Repubblica. "L'Italia cammina ma meno degli altri paesi dell'Unione Europea e anche quando siamo bravi siamo meno bravi degli altri" (16 Feb). Abbiamo ora una brutta frenata per il 2001: la crescita si riduce dal 2.9 al 2.4%" (7 mar). "Un buco di 150mila miliardi nella sanità italiana (13 mar). "L'Italia ha un debito pubblico record di 2.532.331 miliardi, il paese più indebitato d'Europa, con un aumento a dicembre di 16mila miliardi".

Le società italiane hanno i peggiori bilanci (Fabio Bogo-La Repubblica) è il drastico giudizio della Prowse riportato da Economist (?). I bilanci dei 100 principali colossi europei calcolati dal Financial Times per l'Italia sono deludenti. Le sole 7 compagnie presenti nell'elenco sono tutte in coda. La prima l'Eni al 71^ posto , l'ultima la Tecnot della Colaninno è in assoluto la peggiore in 100^posizione. I capitali esteri continuano a snobbare l'Italia soprattutto a causa delle forti rigidità esistenti nel mercato del lavoro che penalizzano il particolare il Sud. Gli investimenti in entrata sono scesi da 3700 milioni di dollari a 2611 con un calo del 29% mentre gli investimenti italiani verso l'estero sono in continuo aumento ed hanno superato gli 80mila milioni di dollari. Il 20% degli italiani vivono in povertà (statistiche ufficiali).

Il 50% dei giovani nel meridione sono disoccupati. Una ricerca della CGIL (Cofferati) lancia l'allarme sul lavoro nero e mette in luce che sono ormai più di 350mila i piccoli lavoratori che trascurano la scuola e prima della 3^ media entrano a pieno titolo nel mondo dello sfruttamento minorile.

Sulla sicurezza nel lavoro una vera strage, siamo la vergogna d'Europa. Sei milioni di infortuni e 7000 morti in sei anni, con una crescita costante anno su anno. Posti di lavoro rumorosi, insalubri e insicuri. E' passato un altro inverno per i terremotati dell'Umbria e delle Marche che vivono ancora nelle baracche. Ci vantiamo di essere la 5^ o 6^ potenza economica e non siamo riusciti a risolvere il problema dei terremotati e degli alluvionati della Campania. Il turismo è passato dal primo posto nel 1994 al quarto posto nel 2000 (statistiche ufficiali).

Scienziati in fuga: il destino della maggior parte dei dottori di ricerca italiana è in fuga all'estero. Prima studiano in Italia a spese del popolo italiano e poi se ne vanno all'estero semplicemente perché il nostro paese è completamente assente dalle ricerche scientifiche. Per non parlare dei laureati in genere: noi ne sforniamo 120mila all'anno mentre la Germania , Francia e Gran Bretagna più di 400mila ognuna. Il sistema scolastico e l'educazione vanno sempre peggio: su 1000 iscritti meno di 600 conseguono la maturità e l'Italia resta uno dei paesi europei con la più bassa percentuale di laureati, 18%. Ultime notizie: a 15 anni un ragazzo su quattro non sa fare i conti e non sa pronunciare i termini scientifici.

Il sistema giudiziario è rimasto medioevale. Centinaia di magistrati impegnati in processi celebri della durata media di 5 anni. Migliaia di criminali comuni vengono scarcerati per raggiunti termini di scadenza. Questa giustizia italiana così insensibilmente lenta nel processare e condannare è invece incredibilmente rapida nel mettere in libertà i criminali. Non parliamo della sanità; la decantata assistenza pubblica va sempre più peggiorando. Molto spesso gli ospedali non hanno posti neanche per emergenza e per i ricoveri per interventi chirurgici bisogna aspettare mesi e mesi.

In politica estera gli attivisti di sinistra continuano a parlare di aumento di prestigio dell'Italia nel mondo. Non dicono che tutti i successi in campo internazionale, per mantenere fede agli impegni della Nato, sono stati realizzati solo grazie alla collaborazione del centrodestra (Somalia, Croazia, Bosnia, Jugoslavia, Kosovo) senza la quale, a causa dell'opposizione comunista, non ci sarebbe stata la maggioranza. E non abbiamo dimenticato la umiliante recente sconfitta della nostra candidatura al Consiglio di sicurezza dell'Onu dove siamo stati battuti dall'Irlanda e dalla Norvegia per incapacità del nostro ministro degli esteri. Per concludere con questi risultati dopo cinque anni di governo dell'Ulivo, solo i faziosi e coloro che hanno materiali interessi nel centrosinistra possono confermare la loro fiducia a questo governo di incapaci. Gli italiani obiettivi, benpensanti, indipendenti che hanno ancora fiducia nella ripresa dell'Italia non possono che votare per un cambiamento e cioè per il centrodestra. (Enzo Centofanti*) Enzofanti@aol.com

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* CGIE USA


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