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INFORM - N. 87 - 7 maggio 2001

I Ministri degli Esteri europei a consulto sul futuro dell’Unione Europea

NYKÖPING (Svezia) - A Nyköping, nella città del ministro svedese Anna Lindh, si è tenuto nel week-end tra il 5 e il 6 maggio il Meeting informale dei Ministri degli Affari Esteri dell’Unione Europea. Nella giornata di domenica, alla presenza dei Ministri dei tredici Paesi candidati, si è discusso specificamente del futuro dell’Unione. L’agenda del Meeting, proposta da Anna Lindh, ha focalizzato principalmente cinque importanti questioni di politica estera:

- Per la prima volta si è discusso della necessità di costruire una strategia comune in tema di diritti umani, in particolare per quanto riguarda la pena di morte, la libertà di informazione e i diritti dell’infanzia.

- È stato affrontato lo stato del processo di riconciliazione tra le due Coree attraverso la relazione del Segretario di Stato svedese per gli Affari Esteri Hans Dahlgren, di ritorno dalla visita ufficiale nella regione del Primo Ministro svedese Göran Persson.

- Sulla situazione di crisi in Medio Oriente si è discusso sul ruolo dell’Unione Europea nella regione e i ministri si sono trovati d’accordo nel dover aiutare le parti in conflitto, senza però proporre nuovi schemi di pace.

- Per quanto riguarda i Balcani Occidentali è stata condannata la recrudescenza delle tensioni in Macedonia e in particolare gli attacchi terroristici degli estremisti albanesi. Soprattutto l’Unione Europea si è detta pronta ad impegnarsi perché si eviti la dichiarazione di guerra da parte del governo macedone. Inoltre per quanto riguarda il Montenegro i ministri si sono detti preoccupati per i risultati elettorali del 22 aprile che hanno visto il paese diviso in due parti contrapposte.

- Si è poi discusso sull’allargamento della Comunità Europea e sul contestuale problema della libera circolazione dei lavoratori.

Quest’ultimo argomento ha in realtà monopolizzato tutto il corso del Meeting. Malgrado le opinioni differenti, tutti i ministri si sono trovati d’accordo sul fatto che i negoziati per la membership da parte dei Paesi candidati debbano proseguire celermente. Le differenti posizioni hanno rispecchiato le diverse aspirazioni e timori sull’arrivo di immigrati dall’Europa Orientale. I ministri di Germania e Austria si sono dichiarati favorevoli ad un lungo periodo di transizione (almeno 7 anni) prima di riconoscere il diritto alla libera circolazione della forza lavoro. Spagna, Portogallo e Grecia hanno dimostrato di temere la perdita dei ricchi fondi di coesione, mentre la stessa Italia potrebbe perdere i fondi regionali in favore del Mezzogiorno. La Francia, timorosa della concorrenza dell’agricoltura polacca, e la Spagna hanno chiesto apertamente che venga stabilito un nesso esplicito tra il problema dei fondi coesione e tutte le altre questioni connesse all’allargamento. L’Italia infine, presente con il Sottosegretario agli Esteri Umberto Ranieri, si è dichiarata fiduciosa sulla possibilità di trovare un compromesso rilevando come da una parte sia "essenziale salvaguardare il sostegno alle politiche di aiuto regionale" e dall’altra come essa sia "mossa da uno spirito di grande apertura".

Il carattere informale del Meeting non prevede che vengano raggiunti accordi o adottate risoluzioni, ma si è trattato comunque di un’occasione per dibattere liberamente su temi di ampio respiro e per facilitare i futuri negoziati formali. Inoltre la presenza dei ministri dei Paesi candidati ha permesso che venissero ascoltati anche i loro punti di vista. Anna Lindh ha dichiarato di ritenere il dibattito di Nyköping "davvero incoraggiante" ed estremamente utile per preparare il Rapporto della Presidenza Svedese per il Summit di Goteborg del 15-16 giugno prossimi. "Durante i primi mesi della nostra Presidenza – ha proseguito il Ministro, incontrando l’assenso di Romano Prodi, Presidente della Commissione Europea – abbiamo ottenuto grandi progressi a riguardo dei negoziati di adesione e se ora siamo pronti a discutere i nodi problematici significa che la conclusione dei negoziati è vicina". Anna Lindh ha concluso affermando: "Ci sono stati certamente differenti punti di vista sul futuro dell’Europa, ma non esiste una linea di divisione tra gli Stati membri e i Paesi candidati". (Antonio Ricci - Inform)


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