* INFORM *

INFORM - N. 86 -5 maggio 2001

Vitaliano Vita (CGIE) su "Pagine", Venezuela

Economist, dure critiche da Ciampi, Cossiga, Agnelli, Time e Le Figarò. Proteste anche dai cattolici europei : una iniziativa irresponsabile!

CARACAS - E così sembra che La Pearson-Tv, che dopo l’accordo con Cltn-Ufa è divenuta uno dei gruppi di informazione più importanti del mondo (22 canali e 18 stazioni radiotelevisive), avrebbe interesse ad acquistare (a buon mercato) Mediaset in caso di vittoria di Berlusconi. Taluni ritengono che questo interesse abbia spinto a scendere in campo Economist e Le Monde, entrambi appartenenti al gruppo Pearson di cui è amministratore delegato un cognome italiano....

Certe notizie prima o poi vengono a galla, così quello che doveva essere l’asso nella manica della "sinistra" è risultato un vero boomerang. Infatti, il "popolo bue", del quale fanno parte gli "indecisi" ed al quale erano dirette le bordate dei due giornali stranieri contro Berlusconi, venuto a conoscenza del vero retroscena ha inalberato la sua protesta, poi accreditata dalle dichiarazioni e dalle posizioni assunte da illustri personaggi come il presidente della Repubblica Ciampi, Cossiga, Agnelli ed Andreotti da un lato e dall’altro da accreditatissima stampa internazionale come il Time (5milioni di copie), Le Figaro ed altri...

Per il Senatore Agnelli è una grossa ingerenza: una offesa al popolo italiano; per Le Figaro "...giudizi arbitrari, considerato che, tra l’altro, il programma della CdL è serio e convincente...". Il Time ha dedicato a Berlusconi addirittura la copertina ed un fiume d’inchiostro per illustrarne le qualità e la possibilità concreta di un suo successo elettorale. Bobo Craxi e Di Pietro invece riprendono l’idea di una congiura ordita da forze politiche e gruppi economici interessati ognuno per propria convenienza a svalutare il candidato della CdL e il suo patrimonio.

Un bluff quindi definire il governo Berlusconi un pericolo per l’Europa, stando alla protesta del Partito Popolare Europeo che rappresenta la maggioranza del Parlamento che avrebbe dovuto giudicare improponibile e pericolosa la candidatura di Berlusconi.

Per la coalizione dei cattolici europei, dei quali fa parte anche il Partito Popolare Italiano di Castagnetti, Berlusconi è il candidato giusto, che vincerà le prossime elezioni e l’intervento di Economist è irresponsabile secondo il Presidente del PPE Martensen, mentre per il Segretario Generale Agag si tratta di una grave e pericolosa ingerenza politica.

Per noi, indipendentemente dalla veridicità delle affermazioni di Economist, la sinistra doveva prendere le distanze: "una cosa è Berlusconi avversario politico, altra cosa è l’Italia e la dignità del suo elettorato! Doveva prendere posizione non certo a favore di Berlusconi, ma in difesa della indipendenza e autodeterminazione del popolo italiano, chiamato ad esprimersi in un processo che rispetta fedelmente le direttive dell’Unione Europea. Favorire certa contrapposizione tra paesi e la mancanza di un minimo di sensibilità, forse causata dalla pressione del momento, allarma ed in particolare sembra non aver convinto gli "indecisi", che mettono al di sopra dei programmi politici e delle ideologie "l’interesse superiore del proprio Paese" (l’Italia è sempre l’Italia!) . Bene ha fatto quindi il Sen. Agnelli a "bacchettare" quella stampa ritenuta responsabile di ingerenza ed interesse particolare nel caso Berlusconi, ricordando che quella di Economist è stata un’offesa al popolo italiano e che l’Italia non è "la Repubblica delle banane". (Vitaliano Vita-Pagine)


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