* INFORM *

INFORM - N. 86 -5 maggio 2001

Italiani all’estero: un voto utile

L'appello di Franco Fatiga (UIM), Norberto Lombardi (Forum degli Italiani nel Mondo), Piero Puddu (Fernando Santi), Rodolfo Ricci (FILEF)

ROMA - Il voto dei cittadini italiani che risiedono all’estero può avere un peso e un significato importanti il prossimo 13 maggio. Anche se la possibilità di votare nei luoghi di residenza si potrà concretizzare solo nella prossima legislatura, l’incertezza dell’esito e le questioni in palio aprono lo spazio ad un possibile protagonismo, che va colto con intelligenza e generosità.

L’Italia , nei pochi anni di governo de L’Ulivo, è stata sospinta sulla strada del risanamento finanziario e dell’espansione economica e occupazionale ed è stata riaccreditata davanti all’opinione pubblica mondiale: è quanto affermano Franco Fatiga segretario generale dell'UIM, Norberto Lombardi coordinatore del Forum degli Italiani nel Mondo, Piero Puddu presidente dell'Istituto Fernando Santi e Rodolfo Ricci coordinatore della FILEF.

In pochissimi anni, sono stati centrati importanti obbiettivi di politica economica, come l’ingresso nella moneta unica europea, il drastico calo dell’inflazione e dei tassi d’interesse, la diminuzione del debito pubblico sul prodotto lordo, la riduzione dell’evasione e dell’elusione fiscale. Il risanamento, che ha richiesto a tutti sacrifici ricompensati dalla concretezza dei risultati, è stato avviato, per altro, senza intaccare i principi di solidarietà sociale su cui la democrazia italiana si fonda: 1.240.000 sono i nuovi occupati, sono state migliorate le pensioni minime, salvaguardate le prestazioni sanitarie e assistenziali, rafforzate le misure di sostegno per le famiglie.

E’ stato varato dal Parlamento il provvedimento che decentra le competenze fondamentali a favore delle Regioni ed è stato aperto un processo di semplificazione amministrativa che, con l’autocertificazione, ha ridotto i certificati emessi da 70 a 30 milioni in un anno, con un risparmio per i cittadini di 1 miliardo e 200 milioni.

Sul piano internazionale, al nostro paese sono stati affidati compiti importanti, come la guida della Commissione europea, e missioni umanitarie di alta responsabilità nei Balcani ed in altre parti del mondo.

Questo è un fatto di grande valore per chi vive all’estero perché l’immagine di un’Italia più presente e più stimata si proietta positivamente su tutti e facilita un’integrazione dignitosa e consapevole.

Naturalmente, è solo l’avvio di un cammino ancora lungo e difficile, che dovrà svilupparsi per passaggi stretti e faticosi. In particolare, occorre fare uno sforzo più diretto per proiettare nella vita delle nostre comunità all’estero i progressi che sono stati compiuti all’interno. Promuovere una grande politica per la cultura e per la lingua italiana, potenziare e rinnovare l’informazione, recuperare ad un rapporto attivo le nuove generazioni, manifestare concreta solidarietà agli emigrati che vivono in aree difficili, modernizzare la rete consolare, riformare gli istituti di rappresentanza (COMITES e CGIE): in questo orizzonte si dovranno collocare gli atti di governo nella nuova legislatura.

L’importante, però, è non fermarsi, continuare per la strada intrapresa, come ci invitano a fare i maggiori giornali d’opinione di alcuni grandi paesi, che in un’Italia seria e stabile vedono un interlocutore importante e un protagonista affidabile nella scena internazionale.

Per questo - così termina l'appello di Fatiga, Lombardi, Puddu e Ricci -, tornare per votare ed esprimere un voto che rafforzi i processi di risanamento e di accreditamento dell’Italia può essere un aiuto concreto, capace di dare il senso del valore che la presenza dei cittadini italiani all’estero può avere per la nostra democrazia. (Inform)


Vai a: