* INFORM *

INFORM - N. 84 - 3 maggio 2001

Una lettera di Gaetano Cario che si candida a presidente della FUSIE

BUENOS AIRES - Cari colleghi, il prossimo 15 luglio parteciperemo all'assemblea della FUSIE che, tra l'altro, dovrà rinnovare il Consiglio Direttivo. Vi informo che ho intenzione di presentare la mia candidatura alla Presidenza della FUSIE.

Mi ha spinto a questa decisione il desiderio che la Federazione, finalmente, diventi un organo operante, impegnato nella difesa dei diritti della stampa italiana all'estero e promotore di iniziative destinate al miglioramento delle nostre attività.

L'attuale Presidenza, in sette anni di esercizio del mandato, non ha fatto quasi nulla. Noi editori all'estero ci sentiamo orfani di informazioni e tutela. Il Consiglio Direttivo è stato convocato una sola volta mentre lo Statuto prescrive che ci si deve riunire per lo meno una volta all'anno. Infine, non è stata trovata, nonostante le ripetute promesse, una sede a Roma.

Per uscire da questa situazione di stallo, candidandomi, propongo quanto segue:

  1. Riformare lo Statuto stabilendo che la Presidenza dev'essere assunta da un editore operante all'estero e la Segreteria affidata a persona che viva in Italia, possibilmente nella capitale.
  2. Trovare una sede a Roma, tale da poter essere utilizzata anche dai soci che, dall'estero, si recano in Italia per motivi di lavoro.
  3. Pubblicare un bollettino mensile o bimestrale per mantenere informati i soci sulle attività della FUSIE.
  4. Proporre la promulgazione di una legge supplementare sull'Editoria dato che l'attuale è ormai superata.
  5. Chiedere la riforma dell'attuale regolamento della Commissione che assegna i contributi integrandola con un nostro rappresentante.
  6. Interessare agenzie di pubblicità perché procurino propaganda per rafforzare i nostri esangui bilanci.

Per quanto riguarda la proposta di eleggere alla Presidenza della FUSIE un editore residente all'estero, desidero sventare l'obiezione secondo la quale la lontananza da Roma costituisce impedimento ad un'efficace azione di tutela del nostro lavoro. Con i mezzi di comunicazione a disposizione, è possibile mantenere, in tempo reale, da qualunque parte del pianeta, contatti permanenti con i soci sparsi in tutto il pianeta.

D'altra parte, il mondo è divenuto così piccolo che i viaggi per via aerea sono ormai molto frequenti; chi scrive, ad esempio, per motivi diversi, si reca in Italia in media cinque-sei volte all'anno.

Ritengo che nessuno, meglio d'un editore all'estero, il quale vive - giorno dopo giorno - i tanti problemi che ci toccano da vicino, sia in grado di impegnarsi per il successo della FUSIE.

Varrà ricordare, d'altra parte, che il sottoscritto, al quale è stato affidato l'incarico di rappresentare la nostra Federazione nel CGIE, ha sempre energicamente difeso i diritti della stampa italiana all'estero in tutte le riunioni ordinarie e straordinarie di questo organismo. Lo stesso impegno, ovviamente, metterò nell'esercizio della presidenza della FUSIE.

Gradirò, ovviamente, una tua schietta opinione in merito alla citata candidatura.

Cordialmente. (Gaetano Cario Editore)


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