* INFORM *

INFORM - N. 83 - 2 maggio 2001

Da "Pagine", Venezuela

Itinerari elettorali:dai tribunali Rai alle sentenze della stampa estera

CARACAS - Come se non bastassero gli abusi della informazione di Stato ora ci propongono anche le scese in campo della stampa estera, che invece di pensare ai mille problemi di casa propria sente il bisogno di prendersela con Berlusconi e gli Italiani che lo voteranno.

L’Italia è veramente cambiata o la sinistra è alla canna del gas, se è vero che per farsi ascoltare dalla gente è costretta alla satira sporca, al turpiloquio, alla tracotanza ed alla prepotenza... ed ora questo ricorrere "al vicino" proprio non è in sintonia con il momento,nè con la nostra mentalità che vuole che ognuno si occupi delle corna proprie.

Veramente non avete più niente da raccontare all’ elettorato... per convincerlo a darvi il proprio voto? È quanto ci domandiamo di fronte a certi spettacoli. E’ proprio indispensabile dover ricorrere ai "guru" americani ed al "condomino" inglese per risolvere i fatti di famiglia ovvero i problemi di successione?

Il servizio di Economist, il famoso settimanale inglese, su Silvio Berlusconi è da un lato una grave ingerenza, dall’ altro una grossa bufala, infatti contiene storie che in Italia si insegnano alle medie alle quali sono state aggiunte quelle dichiarazioni che a certi pentiti ... sono servite ad alleggerire la propria posizione processuale.. o le illazioni poi smentite da successive sentenze.

Perciò non ha sollevato entusiasmo tra gli italiani all’estero l’articolo di Economist ,pieno come è di secondi fini. E’ parso ingenuo accettare quell’incarico ed ingenuo scandalizzarsi perchè in affari si cerca di risparmiare sulle tasse o trovare chi possa fare la presentazione giusta, mentre sorprende l’assenza di obiettività,la mancanza di un paragone con l’altro leader, quello che ha studiato alle Orsoline, che, se governasse l’Italia, la porterebbe fuori dalla mafia e da qualunque forma di corruzione, quello pratico di amministrazione pubblica.! Neppure un accenno alle condanne collezionate da Rutelli quando era Re di Roma, per intenderci quelle emesse dalla Corte dei Conti che stando ai dispositivi delle sentenze certamente non lo accreditano come un amministratore integerrimo e disinteressato: 3500 milioni deve risarcire Rutelli al Comune di Roma per le sue bravate!

Di questo fatto tuttavia se ne deve parlare anche perchè ci si tornerà su in altre sedi ed occasioni, tanto vale individuarne subito la portata, per valutare quanto di questa iniziativa sia libertà di pensiero, quanto propaganda elettorale... quanto ingerenza e quanto ancora tutela dell’informazione.

Per noi è una ricetta d’oltremare, che ricorda certi ingredienti assaporati nelle ultime elezioni americane. La nostra dieta, quella mediterranea, è fatta di altri sapori cittadini o al massimo provinciali; è fatta di petardi o al limite di bombe carta; non è condita di spezie afrodisiache e di sensazionalismi diretti a modificare i geni della morale, del bello, del giusto o del volgare, con lo scopo di portare il dibattito lontano dai contenuti e fuori degli impegni dei programmi. La storia riportata da Economist non è per gli inglesi, è solo un pretesto un veicolo per delegittimare, neache utile ai committenti, perchè non convince, mentre è nocivo, perchè diciamocelo pure, lascia un segno nei rapporti tra i due paesi che può riaffiorare, magari se un giorno toccherà ad altri restituire il colpo...! (Vitaliano Vita*-Pagine)


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