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INFORM - N. 82 - 27 aprile 2001

Convegno a Liegi: "L’eredità dell’umanesimo latino nell’emigrazione"

LIEGI - Il 20, 21 e 22 aprile scorso si è svolto a Liegi il convegno dal titolo "L’eredità dell’umanesimo latino nell’emigrazione". L’affluenza, di giovani, docenti universitari e componenti del mondo associazionistico di emigrazione, è stata numerosa di oltre 100 persone.

Nella serata del venerdì, per entrare subito nel tema dell’umanesimo e del confronto culturale, i partecipanti sono stati invitati al concerto di apertura del convegno con "Pierre Martin Trio", che ha intrattenuto per l’intera serata i convegnisti alternando canzoni autobiografiche a canzoni di cantautori italiani.

Nella mattinata di sabato, dopo l’introduzione dell’On. Dino de Poli, Presidente della Fondazione Cassamarca, dell’UTRIM – ULM e dell’UNAIE, promotore dell’incontro, nella quale, tra l’altro, ha espresso compiacimento per la numerosa partecipazione e l’ottima organizzazione, sono iniziate le relazioni in programma.

Il Prof. Michel Bastiaensen, dell’Université Libre de Bruxelles, ha presentato l’umanista tedesco Nathan Chytraeus (1543-1596 - insegnante e poeta neolatino) e la sua peregrinatio accademica durante la quale ricercava il contatto con gli umanisti ed i dotti dei luoghi visitati.

La Prof.ssa Sabina Gola, dell’Université Libre de Bruxelles, ha esposto il tema dal titolo "Sulle tracce degli italiani in Belgio: Uno sguardo ai rapporti culturali tra Italia e Belgio attraverso i secoli". Partendo dal Medioevo fino ai tempi nostri ha fatto un escursus storico dell’esperienza migratoria ed ha concluso l’intervento con una frase che deve far riflettere: "Abbiamo seguito attraverso i secoli le tracce degli italiani e della cultura di cui sono i rappresentanti. I percorsi seguiti dai nostri predecessori sono diversi e svariati e non tutti hanno dato i frutti desiderati. Questo breve viaggio oltralpe nell’una e nell’altra direzione forse ci è servito a capire che ne siamo i continuatori, che siamo i rappresentanti di un movimento di uomini e di culture che possono senz’altro contribuire all’avvicinamento delle culture al di fuori dei loro confini geografici."

La Prof.ssa Anne Morelli, sempre dell’Università di Bruxelles, ha continuato l’esposizione sull’emigrazione in Belgio "comme miroir pour aujourd’hui" dal punto di vista delle ragioni che "spingono fuori dalla patria di origine (push) e quelle che attirano nel Paese di immigrazione (pull)".

Ha chiuso la mattinata il Prof. Don Giorgio Cerola, dell’Université de Louvain – La Neuve, con l’intervento sul tema "Giovani: pluralismo tra identità e appartenenza nella società della globalizzazione".

Nel pomeriggio il Prof. Serge Vanvolsem, dell’Université Catholique de Louvain, ha introdotto i lavori di gruppo.

I partecipanti si sono divisi in cinque gruppi, ciascuno dei quali ha approfondito uno dei seguenti temi:

I lavori sono, poi, stati presentati e discussi in plenaria.

Nella prima parte della mattinata di domenica si è fatto un momento di riflessione – confronto sull’andamento del convegno. Il pensiero espresso dal Prof. Don Cerola riassume il significato attribuito a questo incontro: "Le vere ed autentiche eredità sono sempre dinamiche; non aprono solo uno scorcio sul passato, ma infondono un grande slancio al presente, per costruire così progettualmente il futuro". Infatti, i partecipanti provenienti dal BENELUX, entusiasti di questo primo momento insieme, hanno deciso di continuare l’esperienza e di costituire, secondo l’esempio dei colleghi italiani, un gruppo di coordinamento a livello di Giovani UNAIE. Hanno già fissato per le prossime settimane il primo incontro e l’obiettivo è quello di organizzare tra un anno il secondo convegno in Belgio, che avrà sede a Charleroi.

Non si poteva lasciare Liegi senza visitare un’emblema dell’emigrazione italiana in Belgio: la miniera di carbone di Blegny. L’esperienza del lavoro raccontata in prima persona da un minatore e la vista di questi luoghi suggestivi ha concluso questo week-end ricco di nuove e vecchie amicizie, nonché di esperienze di vita. (Mirella Collini-Inform)


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