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INFORM - N. 82 - 27 aprile 2001

Università a colori: la Provincia Autonoma di Trento sigla un accordo con il Ministero degli Esteri

TRENTO – "Università a colori", il progetto messo a punto da Provincia Autonoma, Università degli Studi, Curia, Comune di Trento e Fondazione Caritro, con il supporto anche del Coordinamento imprenditori, dell’Associazione trentina accoglienza stranieri e del Gruppo trentino di volontariato, entra nella sua seconda fase.

Il Ministero degli Affari Esteri, rappresentato dall’ambasciatore Francesco Aloisi De Larderel, direttore generale per la promozione e cooperazione culturale, ha sottoscritto il 26 aprile una dichiarazione di intenti che impegna il Governo a sostenere concretamente l’iniziativa. Non solo: l’ambasciatore ha manifestato la sua piena disponibilità a collaborare, oltre che sul versante universitario, anche in altri settori nei quali il Trentino ha risorse e competenze intellettuali da "spendere", nel quadro di un processo di progressiva apertura ed internazionalizzazione del territorio: ricerca scientifico-tecnologica, arti visive, musica, conservazione del patrimonio artistico, archeologia, letteratura e poesia.

Le premesse per un approfondimento dei rapporti fra il Trentino e il Ministero degli Esteri, insomma, ci sono tutte; del resto, il progetto "Università a colori" ha avuto anche la "benedizione" dell’Unesco, nella forma di una lettera di congratulazioni inviata al rettore del nostro ateneo Massimo Egidi.

"Questa iniziativa – ha ricordato il presidente della Giunta provinciale Dellai ai numerosi ospiti presenti alla firma del protocollo, tra cui lo stesso ministro plenipotenziario Salvatore Cilento, il consigliere d’ambasciata Giovanni Marocco, l’ambasciatore di origini trentine (oggi presidente dell’Università di Trento) Enzo Perlot, il vescovo di Trento monsignor Luigi Bressan, il presidente della Fondazione Caritro Giovanni Pegoretti, l’assessore comunale Micaela Bertoldi, l’assessore provinciale alle politiche comunitarie, emigrazione e cooperazione allo sviluppo Muraro– si propone il raggiungimento di due obiettivi fondamentali: dare impulso all’internazionalizzazione del nostro ateneo, aggiungendo alle scelte già fatte in questa direzione anche il nuovo, importante capitolo della collaborazione con i paesi cosiddetti ‘impoveriti’ e con quelli dell’Est Europa, e potenziare qualitativamente le nostre politiche di cooperazione allo sviluppo. L’augurio è che dall’Università di Trento possano uscire alcuni degli esponenti delle future classi dirigenti dei paesi con i quali andiamo a collaborare, in maniera tale da consolidare le nostre relazioni non solo nel settore degli aiuti allo sviluppo ma anche in quelli scientifico-culturali ed economici".

Gli ha fatto eco Egidi, il quale ha sottolineato come "in questa iniziativa non vi sia traccia di quell’atteggiamento ‘coloniale’ che i paesi occidentali avevano in passato nei loro rapporti con il resto del mondo; siamo consapevoli infatti che i paesi ai quali ci apriamo, oltre a poter utilmente apprendere qualche cosa da noi, hanno anche molto da insegnarci. Basti pensare a ciò che l’India rappresenta oggi a livello mondiale nel campo dell’elettronica e delle nuove tecnologie".

"In questa visita – ha detto invece Aloisi – ho avuto conferma di due cose: che il progetto in questione ha il pieno sostegno della società trentina, in tutte le sue articolazioni, il che non può che rappresentare una garanzia di successo. Inoltre, visitando alcune realtà già operative sul territorio sul versante dell’accoglienza a studenti stranieri, come la ‘Casa del Mozambico’ di Gardolo, o il Foyer, l’ex convitto delle Orsoline, che verrà restaurato e utilizzato anche per il progetto ‘Università a colori’, ho capito che qui in Trentino la solidarietà ha radici profonde". Aloisi ha voluto ricordare inoltre, a proposito di quest’ultimo punto, l’impegno del nostro territorio sul fronte politico-diplomatico nel processo di pacificazione del Mozambico e sul fronte della cooperazione medico-sanitaria nella realizzazione di una rete capillare di presidi nel nord dell’Uganda.

Operativamente, il sostegno della Direzione generale per la promozione e la cooperazione del Ministero degli Esteri – che in base all’accordo sottoscritto ha per il momento durata triennale - si concretizzerà nel cofinanziamento di 24 borse di studio del "programma corsi post-laurea" e di altre 6 del "programma scuole italiane all’estero". Inoltre la Direzione generale coordinerà la selezione dei candidati stranieri, che verrà curata dalle ambasciate italiane di New Dehli (India), Sofia (Bulgaria), Kiev (Ucraina) e Pechino (Cina), per quanto riguarda i corsi post-laurea, e da quelle di Addis Abeba (Etiopia), Asmara (Eritrea), e Ankara (Turchia) per quanto riguarda le scuole italiane all’estero.

Il completamento delle borse di studio e le spese di viaggio e alloggio saranno a carico della Provincia, attraverso l’Università e l’Opera universitaria. L’Università si impegna inoltre a coprire le spese inerenti alle tasse universitarie, ai tutors accademici, agli studenti collaboratori e ai corsi di lingue. "Università a colori", lo ricordiamo, contempla infine misure rivolte ai figli e discendenti di emigrati italiani all’estero, che potranno tornare nella loro terra d’origine per frequentare corsi di laurea o di specializzazione. (m.p.-Inform)


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