* INFORM *

INFORM - N. 79 - 23 aprile 2001

Da Nuovo Oltreconfine, Stoccarda

A colloquio con Nilo Soppelsa: C’è troppa intolleranza nella Germania di Schröder e Fischer

Quando è venuto in Germania, e per quale motivo?

Sono arrivato il 20 aprile 1961 per motivi di lavoro, come tanti altri italiani.

Quasi quarant’anni di vita e di attività in questo paese. Non si sente integrato?

Sono inserito e integrato, ma orgoglioso di essere italiano. Ciò nonostante, vengo discriminato.

Quali sono i Suoi rapporti con i tedeschi?

Deludenti. Basta andare all’Ufficio Stranieri di Costanza per vedere negati i diritti sacrosanti sanciti nell’articolo 48 del Trattato di Roma. La parità dei diritti fondamentali nell’Unione Europea è solo una semplice enunciazione.

Lei è uno di quelli, con la Sua consorte, a cui è stato negato il soggiorno. Con quali motivazioni?

Alla mia consorte perché lavora solo sulla base della legge dei 630-DM mensili; a me, perché ho fatto domanda per il sussidio sociale e la pensione di invalidità. Con la legge non ho mai avuto fastidi di nessun genere e non ho subito alcuna condanna.

Perché, secondo Lei, i tedeschi sbagliano nel negarle il permesso di soggiorno?

Perché intendono risparmiare sullo stato sociale, nonostante io abbia pagato regolarmente le tasse. Essi ignorano i principi basilari sanciti dall’art. 48 del Trattato di Roma, che garantiscono la libera circolazione e il diritto alla residenza ad ogni cittadino proveniente da un Paese dell’Unione. Hanno comunque in genere poca tolleranza e poca comprensione per i casi specifici e complessi.

Chi l’ha aiutata in questa Sua battaglia di giustizia?

L’organizzazione "Hand-in-Hand" di Costanza in prima linea, e in particolare il signor Hilkowitz, Oltreconfine, la SWR, la WDR, Radio Seefunk Konstanz, Journalistenpresse, ecc.

La Rai e la stampa italiana attraverso i loro corrispondenti, hanno seguito il Suo caso?

No. La Rai non si interessa di noi italiani all’estero. Per l’ente pubblico siamo sempre di "serie B", preferiscono parlare dei turchi o dei naziskin, ma non degli italiani discriminati nella Germania di Schröder e Fischer. Tra la stampa in Italia che si è interessata al mio problema vi è il Gazzettino di Venezia e il Corriere delle Alpi di Belluno.

Hanno seguito a fondo il mio caso solo due persone: Zoratto di Oltreconfine e Lucchetti della WDR di Colonia. Colgo l’occasione per ringraziare tutti voi che con grinta, competenza e convincimento lottate per i diritti di noi emigrati italiani in Germania. Non posso fare a meno quindi di fare tanti complimenti a Oltreconfine!


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