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INFORM - N. 78 - 20 aprile 2001

Presentato in Campidoglio dalla Società Dante Alighieri il Manifesto "Il suono della parola e la lingua del bel canto"

ROMA - "Questo progetto, a cui la Società Dante Alighieri sta lavorando da molto tempo, intende dimostrare la grande importanza dell’uso della lingua italiana anche nella musicalità moderna grazie all’opera di maestri di livello internazionale". Così Alessandro Masi, segretario generale della Società Dante Alighieri, ha esordito alla presentazione del Manifesto "Il suono della parola e la lingua del bel canto", avvenuta mercoledì 18 aprile scorso nell’affascinante Sala della Promoteca in Campidoglio di fronte ad un folto pubblico, composto soprattutto da giovani.

"Questo progetto – ha proseguito Masi – è dedicato in particolare ai ragazzi, portatori e diffusori in prima persona della lingua italiana. Sostenere la lingua vuol dire in primo luogo sostenere la cultura italiana all’estero".

"Il suono della parola e la lingua del bel canto" è la prima iniziativa dell’anno 2001 nato in seno al "Progetto Musica Italiana Dante Alighieri", promosso dalla Società Dante Alighieri con lo scopo di promuovere una migliore conoscenza della musica nazionale in Italia e all’estero, con particolare riguardo alla sua fruizione tra i giovani.

Con questa iniziativa la "Dante Alighieri" si impegna non soltanto a diffondere, con mezzi di comunicazione mediatica, una lettera aperta sottoscritta da musicisti di fama internazionale, ma anche a stampare, ogni anno per cinque anni, circa 100.000 libri, contenenti i testi di ognuno dei primi firmatari, che saranno distribuiti gratuitamente in tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado.

Alla manifestazione erano presenti il prof. Walter Mauro, soprintendente ai conti della "Dante", che ha parlato sul tema "Letteratura e musica", sottolineando come questi due importanti aspetti della cultura siano stati "distanti e divisi fino al periodo che va dalla fine del 1800 all’inizio del 1900, quando è avvenuto l’incontro tra la sonorità di certe lingue, come il francese, il tedesco e l’italiano, con i versi poetici", e i maestri Vittorio Nocenti ed Eugenio Finardi, firmatari del Manifesti insieme ad Angelo Branduardi, Franco Battiato e Francesco Guccini, assenti per diversi impegni professionali.

Nei loro interventi Nocenzi e Finardi hanno messo in evidenza l’importanza del linguaggio della musica, "universale e capace di abbattere barriere e di unire distanze che nessun altro codice è in grado di abbattere e di unire".

"E’ una grande occasione – ha spiegato Vittorio Nocenzi – quella che offre la Società Dante Alighieri con questo progetto: portare la musica nelle scuole e tra i giovani. Non è forse vero che musica e sport sono i primi interessi per i ragazzi? Finalmente il Progetto Musica Italiana Dante Alighieri potrà colmare questo ritardo della musica".

"Spesso non ci si rende conto – ha poi concluso Eugenio Finardi – di quanto sia importante per la diffusione di una lingua il fatto che essa sia usata per scrivere canzoni. Del resto nessuno di mattina si sveglia con un quadro o con un film in testa, ma con una canzone: essa è l’unione tra poesia e musica, due linguaggi che, comunque, restano diversi".

Brevi gli interventi della dott.ssa Rummo, commissario alle Politiche Culturali del Comune di Roma, che ha messo in risalto come la particolarità di questo progetto

sia quella di "evidenziare che la lingua è, oltre che uno strumento di conoscenza, anche suono, perché la musica è suono e parole"; del dott. Franco Posa, presidente dell’iniziativa Gli Angeli sopra Roma, che ha sottolineato la "funzione innovativa della Società Dante Alighieri, che dalla lingua si è spostata alla musica"; dal maestro Antonio Scarlato e dal prof. Guido Zingari, membri del Comitato scientifico del "Progetto Musica Italiana Dante Alighieri".

Grazie a questo progetto la Società Dante Alighieri prosegue la sua opera di diffusione e promozione dei rilevanti aspetti che, oltre alla lingua, caratterizzano la personalità del nostro Paese. (Inform)


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