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INFORM - N. 77 - 19 aprile 2001

A "Italia in Giappone 2001" in mostra la "Scultura Italiana del XX Secolo

ROMA - Nell’ambito della vasta rassegna "Italia in Giappone 2001" che, su iniziativa del Ministero degli Affari Esteri e della "Fondazione Italia in Giappone", si propone di promuovere l’immagine dell’Italia in Giappone, sarà inaugurata il 21 aprile prossimo, nelle sale del Museo delle Belle Arti di Yokohama, un’esposizione interamente dedicata alla scultura italiana del Novecento dal titolo: "La Scultura Italiana nel XX Secolo".

La mostra, in programma fino a metà luglio a Yokohama, ed esposta successivamente nelle sedi di altri musei prestigiosi fino al 24 febbraio 2002 (a Kogoshima, City Museum of Art; a Mito, Museum of Modern Art Ibaraki; a Sapporo, Museum of Contemporary Art; a Marsue, Shimane Art Museum), costituisce un momento di rilievo tra le quasi trecento manifestazioni che si stanno svolgendo nel quadro del programma "Italia in Giappone" e che si protrarranno sino all’estate del 2002. Si tratta di manifestazioni di prim’ordine: le mostre d’arte, a cominciare da quelle sul Rinascimento, su Pompei e sull’arte contemporanea; le opere liriche, come la Traviata, la Turandot e il Ballo in Maschera; la mostra sulla scienza e la tecnologia; i padiglioni curati dalle Regioni italiane; le mostre di artigianato; i numerosi Convegni che toccheranno vasti settori della collaborazione tra l’Italia e il Giappone. La mostra sulla "Scultura Italiana nel XX Secolo" contribuirà a diffondere in Giappone un’immagine più completa del percorso della creatività italiana attraverso i tempi. E’ la prima volta infatti che viene presentata al pubblico giapponese, in una sede museale prestigiosa, l’itinerario realizzato dall’arte scultorea italiana dagli inizi del secolo ad oggi attraverso i protagonisti più significativi ed una selezione di scultori delle ultime generazioni.

Tra le sculture esposte figurano delle rare testimonianze del periodo futurista, del primo astrattismo, le opere ambientali, le esperienze dell’Arte povera, il recupero della figurazione e le ultime generazioni. Sono documentati con una o due opere ciascuno, per un totale di 66 sculture, scelte nei momenti di maggiore incidenza storica e provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private, da musei, fondazioni e dagli archivi degli artisti: da Menardo Rosso e Adolfo Wildt a Duilio Cambellotti, a Giacomo Balla e Umberto Boccioni; per gli anni Venti e Quaranta, Arturo Martini, Marino Marini, Giacomo Manzù, Francesco Messina, Emilio Greco, Giorgio de Chirico e Marcello Mascherini. E inoltre gli artisti legati alla Scuola Romana: Mirko Basaldella, Pericle Fazzini, Antonietta Raphael Mafai, Leoncillo. Si tratta di personalità di artisti capaci di cogliere, pur nelle assolute novità delle soluzioni proposte, i fondamenti espressivi e le modalità della scultura italiana contemporanea.

La mostra, a cura di Anna Imponente, si avvale di un Comitato scientifico presieduto da Maurizio Calvesi e composto da Luciano Caramel, Augusta Monferini, Elena Pontiggia, Rosella Siligato. (Inform)


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