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INFORM - N. 76 - 18 aprile 2001

Bambini schiavi in Africa. L'Assessore veneto Zanon scrive al Ministro degli Esteri e agli europarlamentari veneti

VENEZIA – Le istituzioni nazionali e internazionali devono reagire allo stato d’impotenza e di sconforto, vanno individuati interventi mirati di cooperazione internazionale che lottino contro lo sfruttamento dei bambini africani e delle loro madri e che intervengano con progetti in loco che abbiano verificabili e positive ricadute sulla popolazione. La Regione Veneto, dal canto suo, sollecitata in questo senso anche da numerosi organismi internazionali non governativi che collaborano con essa, è al lavoro per individuare una "Missione della Regione Veneto a favore del Benin".

Questi sono, in estrema sintesi, i contenuti della lettera che l’Assessore ai flussi migratori della Regione Veneto, Raffaele Zanon, ha scritto al Ministro degli Affari Esteri e ai parlamentari europei eletti nel Veneto per sollecitarli a intervenire attivamente nel settore dello sfruttamento di minori venduti come schiavi, rappresentato in questi giorni dalla tragica situazione della nave dei bambini-schiavi del Benin. La vicenda – scrive ancora l’esponente veneto - ha agghiacciato l’opinione pubblica nazionale e internazionale ma purtroppo ha anche dato il segnale di una generale debolezza delle istituzioni internazionali – anche dell’O.N.U. che pure ha definito un piano formale di lotta contro il traffico di minori – che tuttavia devono scuotersi da questo torpore.

Il mondo civile deve reagire, combattere innanzitutto contro forme di rassegnazione che sembrano pervaderlo – scrive l’assessore – e la Regione Veneto sollecita in questo senso iniziative forti da parte dell’O.N.U. stessa, dell’UNICEF, degli europarlamentari eletti nel Veneto affinché chiedano al Parlamento Europeo di farsi promotore di iniziative forti. Va operato un grande sforzo comune per affrontare questo fenomeno il quale rappresenta un insulto alla dignità umana e ai progressi compiuti nel secolo scorso per affermarla e difenderla a tutte le latitudini e in tutte le culture umane.

Come Regione Veneto – conclude l’assessore – abbiamo in mente un progetto specifico da inquadrare nel settore della cooperazione internazionale e che affronti, in collaborazione con organismi non governativi qualificati allo scopo, il problema sia dal punto di vista culturale che sociale, combattendo la piaga dello sfruttamento del lavoro minorile, ma anche rivolgendosi in modo specifico alle madri di questi bambini, perché sempre la condizione minorile e quella femminile sono strettamente collegate. (AVN/Inform)


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