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INFORM - N. 73 - 11 aprile 2001

Da "Pagine", Caracas

Rai: a "Porta a Porta" la politica torna a piacere

CARACAS - Non è vero che gli italiani non sono interessati alla politica e che non vogliono partecipare. Secondo noi la verita è che alcuni problemi politici vengono loro sottoposti in versione così faziosa da far passar la voglia e l’interesse.

L’abuso, poi, dei canali dell'informazione pubblica, per finalità di propaganda politica, verificatosi negli ultimi tempi, toglie valore e significato a certe trasmissioni che, conseguentemente, diventano inattendibili, in quanto ritenute pretesto per far udienza, per obbligare la gente ad ascoltare cose in apparenza sensazionali... La forma e le argomentazioni usate per convincere allontanano l’ascoltatore dal programma o meglio lo avvicinano solo per fargli cogliere gli aspetti criticabili e deleteri, come se vi fosse interesse ad allontanare dalla politica gli indecisi, per il timore che le loro preferenze possano andare in direzione opposta.

Il tono prepotente impiegato in alcune trasmissioni Rai, ove si è voluto trasformare la platea in vera e propria commissione inquisitoria, indispettisce gli ascoltatori, in particolare quelli che, in buona fede, seguitano a ritenere che la Rai sia un bene pubblico, di proprietà comune, ossia un bene di loro pertinenza. Perciò non ammettono che qualcuno (sia esso il presidente Zaccaria o il direttore del tal Canale) ne possa disporre a proprio piacimento ed utilità, sollevando opportunamente dubbi ingiusti per formulare ipotesi calunniose , in nome delle libertà di espressione o della satira, ma con l’obiettivo evidente di delegittimare ed offendere l’avversario e ciò proprio quando l’ascoltatore dovrebbe, invece, essere orientato o messo in condizione di trarre da solo conclusioni obiettive.

Al "Porta a Porta" con Berlusconi finalmente la Rai si è rifatta, ci ha dato la possibilità di ascoltare "quel che vuole l’uno" e "quello che ne pensa l’altro" anche se gli altri, da Castagnetti a Sorgi, a Feltri, erano tutti interessati alla critica!

In questa trasmissione l’educazione e la buona cultura si sono imposte, creando un ambiente vivo ma moderato che ha consentito ai partecipanti di dire la loro, senza offendere e dileggiare, evitando di trasferire nell’ascoltatore quel senso di disagio trasmesso in altre trasmissioni.

Pur non volendo farlo, è d’obbligo pronunziarsi sulla trasmissione che, va detto, questa volta, a noi che viviamo all’estero, è piaciuta, risultando interessante e gradevole per i toni accesi, ma moderati e civili, per i contenuti del dibattito, specialmente quando si è trattato di esporre le regole ed i principi che saranno seguiti ed attuati per "cambiare l’Italia", per realizzare qualla rivoluzione copernicana alla quale più volte ha fatto cenno il presidente Berlusconi, riferendosi alla sua nuova Italia, a "Quell’Italia che penso..." come ha scritto nel recente libro contenente le linee programmatiche del suo governo! (Vitaliano Vita*)

* CGIE Venezuela


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