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INFORM - N. 72 - 10 aprile 2001

I tanti volti dell’emigrazione veneta

Una mostra storico-fotografica itinerante ci invita ad una osservazione ragionata dell’emigrazione veneta. Un’occasione per decifrare il presente attraverso le immagini del passato.

TREVISO - Perché non accostarsi per una volta alle vicende dell’emigrazione veneta partendo dall’osservazione dei volti di chi ha vissuto quell’esperienza? Perché non interrogarsi sui vari aspetti di quel fenomeno, sollecitati dalle immagini che ce li ripropongono nella loro concretezza? E’ questo lo spirito che anima la mostra storico-fotografica "L’emigrazione trevigiana e veneta nel mondo", organizzata dal FAST (Foto Archivio Storico Trevigiano) in collaborazione con l’ISTRESCO (Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea della Marca Trevigiana) e patrocinata dalla Regione Veneto. L’esposizione, che ha carattere itinerante, è già stata allestita a Treviso, Villorba e Castelfranco e sarà riproposta nei prossimi mesi a Preganziol, Badoere, Conegliano, Spresiano, San Donà di Piave e Paese.

La mostra è organizzata secondo un percorso che guida il visitatore attraverso le varie tappe della vicenda migratoria: dal viaggio al primo insediamento nelle nuove terre, dalle attività lavorative svolte alla conservazione dell’identità familiare, religiosa e culturale. E’ però possibile seguire l’esposizione anche secondo una dimensione cronologica, servendosi delle fotografie, dei documenti e dei commenti per ricostruire l’evoluzione dell’emigrazione veneta nell’arco di un secolo, partendo dal lontano 1876.

Particolare interesse suscita la sezione dedicata alle abitazioni degli emigranti e al loro sviluppo storico. Per esempio, i primi a giungere in America Latina negli ultimi decenni dell’Ottocento dovettero adattarsi inizialmente a vivere in capanne di legno, rialzate dal terreno per proteggersi dagli animali, per poi edificare case in pietra o mattoni, che, raggruppandosi, generarono le prime città "venete". Emblematiche, in questo senso, le foto che testimoniano la nascita, lo sviluppo e la vitalità di Caxias do Sul, città con forte presenza di emigrati veneti nello stato brasiliano del Rio Grande do Sul.

Anche il tema del lavoro è documentato in modo approfondito, con l’illustrazione dei vari ruoli assunti dai veneti: agricoltori, talvolta adattatisi a coltivazioni nuove e sconosciute, così come minatori, operai o muratori. Ma è forse con un pizzico di orgoglio in più che si osservano i volti di chi ha fatto fortuna all’estero valorizzando le conoscenze artigianali o un’attitudine imprenditoriale ereditati dalla terra d’origine e che hanno permesso loro di diventare sarti, barbieri, fabbri, ristoratori, o persino industriali del vino, del legno o del metallo. Non poteva poi mancare una testimonianza degli elementi dell’identità culturale che gli emigranti veneti hanno saputo conservare nei più diversi contesti storici e geografici: il matrimonio, la famiglia, la religione con i riti liturgici e il culto dei santi, l’associazionismo e lo spirito di solidarietà reciproca.

Completano la mostra altre sezioni riguardanti le origini del fenomeno migratorio, le vicissitudini del viaggio, gli scontri con le popolazioni indigene e i pregiudizi subiti dagli emigranti veneti. Inoltre, in occasione di questo appuntamento culturale, il FAST ha avviato la costituzione di un archivio fotografico digitale sull’emigrazione, da cui sarà ricavato un cd-rom interattivo con 600 immagini, da diffondere presso le scuole e le biblioteche del Veneto.

Nel complesso, la mostra rappresenta un’opportunità per capire meglio il presente e la propria identità attuale attraverso la conoscenza del passato che ne è alla base. E, ancora, ci si può servire del ricordo dell’esperienza della gente veneta per cercare di comprendere un aspetto rilevante e a volte inquietante del presente, cioè l’immigrazione nel Veneto di uomini e donne provenienti da altre terre. Altre informazioni sulle iniziative descritte sono reperibili in Internet all’indirizzo www.fotostorica.it. (Valerio Vial-Veneti nel mondo/Inform)


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