* INFORM *

INFORM - N. 71 - 9 aprile 2001

L'editoriale di "Corrispondenza Italia"

Per i connazionali nel mondo, gli auguri e gli impegni dell’Inas. L'emergenza America Latina

ROMA - Il prossimo numero di "Corrispondenza Italia" porta una data che coincide felicemente con la festa di Pasqua. Dunque - è detto nell'editoriale del notiziario per l'estero dell'Inas-Cisl, di cui anticipiamo il testo - agli amici e connazionali nel mondo vadano gli auguri più affettuosi del patronato e di tutti gli operatori sociali e sindacali che con noi lavorano su questo fronte.

Non si tratta soltanto di auguri formali - prosegue l'editorialista - , ma per quanto ci riguarda, di un vincolo impegnativo che vorremmo far diventare sempre più concreto. Un vincolo fatto di scambio di servizi e di amicizia. Vogliamo infatti dimostrare che la nuova legge di riforma dei patronati, varata dal Parlamento e conquistata dopo anni di pressioni e di lotte, non è un "regalo" strappato per "ingrassare" le nostre strutture. Le parole virgolettate non sono una nostra forzatura ma si possono leggere sul quotidiano di proprietà della Confindustria, che peraltro – e sia pure a denti stretti – è costretto ad ammettere la "preparazione ed efficienza" delle nostre organizzazioni.

Non solo sul territorio nazionale ma in special modo nei paesi di emigrazione e in particolare per l’America Latina il patronato impegnerà le sue migliori energie a fianco delle famiglie lavoratrici, per assistere giovani e anziani in relazione alle loro necessità. Non si dolgano i connazionali in Europa e in Australia per questa fraterna preferenza verso i "sudamericani". E' quello infatti il versante su cui esercitare la maggiore solidarietà in questa congiuntura.

Lo spazio della U.E., pur nei travagli della sua costruzione e del reale riconoscimento e godimento dei diritti sociali, è un’area nella quale i connazionali sono "a casa loro" in una situazione economica abbastanza stabile. Nel vecchio continente le problematiche, anche quando sono gravi, sono circoscritte e gestibili e i diritti possono essere fatti valere, sia pure a prezzo di fatica e di impegno.

E’ invece in America Latina che la crisi economica morde più a fondo. Per i vecchi emigrati il "combinato disposto" dell’inflazione, della "dollarizzazione" e delle inique avarizie delle diverse Finanziarie succedutesi negli anni passati in Italia, ha prodotto una vera e propria "devastazione umana" a danno di pensioni che una volta costituivano una modesta, ancorché sudatissima e meritata "ricchezza" per i percettori.

E’ qui dunque la maggiore emergenza. Una emergenza che è speculare rispetto a quella dei giovani e giovanissimi nipoti oriundi italiani che in Brasile o in Argentina si accalcano attorno ai nostri consolati, dopo aver inseguito defatiganti percorsi per mettere insieme la documentazioni necessaria per un rientro in Italia.

Ecco dunque due assolute priorità essenziali per noi dell’Inas. Priorità che sono anche politiche e rivendicative e che temiamo ben presenti in questa vigilia elettorale, avvertendo su di noi il peso e la responsabilità di rappresentare - conclude "Corrispondenza Italia" - anche quanti non potranno esercitare, il 13 maggio, il loro diritto di voto. (Inform)


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