* INFORM *

INFORM - N. 69 - 5 aprile 2001

Dal 13 aprile al 29 luglio alla Mole Vanvitelliana di Ancona

"Io Adriatico. Civiltà di mare tra frontiere e confini"

ANCONA - Un mare che si racconta e che attraverso la memoria degli uomini, delle merci, degli eventi e delle arti che lo hanno attraversato cerca di far luce sui caratteri e sulle ragioni di una civiltà frutto di relazioni, scambi e contatti plurisecolari; del suo essere crocevia di economie, popoli e culture nonostante i nazionalismi e le chiusure che minano il suo ruolo, per eccellenza, di area di frontiera tra Europa ed Oriente; area votata alla commistione, alla convivenza, agli adattamenti reciproci.

"lo Adriatico. Civiltà di mare tra frontiere e confini" è la suggestiva esposizione - presentata alla stampa presso la sede romana della Regione Marche - che il Comune di Ancona, a Regione Marche, la Provincia di Ancona, la Camera di Commercio della città, la Fondazione Cariverona e il Fondo Mole Vanvitelliana dedicano, dal 13 aprile al 29 luglio 2001, al mare più lungo e stretto del Mediterraneo, a quella strada d’acqua che s’insinua fino alle soglie dell’Europa centrale e che ha svolto, soprattutto nell’ultimo millennio, il ruolo di unire mondi diversi, vicini e lontani, nel loro reciproco scambio che avveniva tramite le sue acque e sulle sue sponde, nelle città portuali che hanno contornato come tanti motori pulsanti d’attività. Attraverso testimonianze archeologiche, documentarie, artistiche e di costume, nei singolari spazi della Mole Vanvitelliana di Ancona, verrà dunque ripercorsa la geografia e la storia dell’Adriatico - sistema mobile nel tempo, cerniera tra "sistemi-mondo" diversi, come li definisce Giuseppe Papagno, coordinatore di questo originale progetto espositiva al quale ha contribuito un nutrito pool di studiosi in comitato scientifico.

I materiali in mostra - importanti reperti archeologi provenienti da Aquileia, Concordia Sagittaria, Oderzo, San Vincenzo al Volturno, Crecchia, Larino ecc…. numerosi dipinti dei grandi artisti dell’Adriatico e di Venezia sua "regina" come Guardi, Carpaccio, Sustris, Ricci, Carlevarijs, Lotto, lo Schiavone, ma anche Blas Juriev, il Maestro del Crocifisso di Tkon, Paolo Alemanno… cartografie e documenti d’archivio - danno testimonianza dell’intreccio dei popoli e delle culture reso possibile grazie a questa lunga e stretta via d’acqua, segnano i momenti decisivi degli eventi che si sono compiuti, mostrano i protagonisti e i comprimari di questo intenso racconto.

E poi, altra elemento emozionale della mostra, il multimediale: immagini, luoghi, volti, suoni, interviste per ricostruire lo "scenario" Adriatico nel passato, nel presente e nel futuro così come lo vorremmo; un intreccio di parlate, di fisionomie, di abiti, di suoni che daranno il segno della varietà - e non della diversità - rispetto ad un modello, ad una medesima civiltà, e che permetteranno di visualizzare ed esplorare le grandi tematiche e le epocali problematiche sottese da questa mostra. (Inform)


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