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INFORM - N. 68 - 4 aprile 2001

Unione Europea - Alla ricerca di una comune politica per il diritto d’asilo

BRUXELLES - Presso il Parlamento Europeo di Strasburgo si è svolto un dibattito sul tema del diritto d’asilo, che ha portato alla richiesta di una più equa distribuzione tra i vari Paesi dell’Unione dei profughi di guerre civili accolti provvisoriamente, come è avvenuto nel caso dei kosovari. Il Parlamento non ha potere decisionale, ma solo consultivo: il compito di presentare delle proposte di legge spetta ai vari Stati europei o alla Commissione Europea.

Proprio l’idea della Commissione, di suddividere l’accoglienza delle persone secondo una regolamentazione basata sul consenso sia dei vari Paesi che dei profughi, non è stata approvata in quanto giudicata non sufficiente. Ma anche la proposta di obbligare tutti gli Stati dell’Unione ad ospitare i profughi è stata respinta. Il dibattito parlamentare rientra nel lavoro di armonizzazione delle politiche europee nel campo delle migrazioni.

Un particolare rilievo ha avuto anche la questione della lotta all’immigrazione clandestina con l’iniziativa di introdurre sanzioni per le compagnie di trasporti con le quali viaggiano persone senza documenti validi e quella di inviare agenti di polizia europei nei Paesi di transito (Turchia, Balcani…) per collaborare con le autorità locali nel controllo delle frontiere.

L’allargamento dell’Unione non causerà forti movimenti migratori

Secondo il Commissario europeo per l’allargamento dell’Unione Europea, Günter Verheugen, l’adesione di nuovi Paesi dell’Europa centro-orientale determinerà movimenti migratori contenuti. Gli studi più recenti indicato come probabile lo spostamento di un numero che oscilla tra i 70'000 e i 150'000 lavoratori all’anno nel periodo immediatamente successivo all’adesione dei primi otto candidati, senza la Bulgaria e la Romania. Circa l’80% di questi probabili migranti si recherà verso la Germania e l’Austria. Ad essi vanno aggiunti i famigliari a carico e gli studenti.

In un’intervista al Süddeutsche Zeitung il Commissario Verheugen ha spiegato che nelle trattative per l’allargamento ad est la questione dell’emigrazione viene considerata attentamente, ma non rappresenta un ostacolo. La libera circolazione non sarà subito introdotta, ma verrà prevista una fase di transizione con un sistema flessibile di controllo a seconda di come si presenteranno i movimenti migratori. Gli stessi Paesi dell’est sono pronti a collaborare per ridurre il pericolo che i loro tecnici più specializzati si trasferiscano in gran numero all’ovest. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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