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INFORM - N. 67 - 3 aprile 2001

Svizzera - Per l'acquisizione della cittadinanza grosse differenze tra i vari Cantoni

BASILEA - Come dimostrano due studi, realizzati dalla Commissione Federale contro il razzismo e dall’Ufficio Federale degli stranieri, non si può parlare in Svizzera di uguaglianza del diritto per quanto riguarda l’acquisizione della cittadinanza. I cantoni e i comuni godono di ampie autonomie in questa materia, per cui esistono differenze molto forti nelle procedure e da zona a zona si possono avere atteggiamenti restrittivi o, al contrario, piuttosto aperti da parte delle autorità.

Le prime disparità si notano quando si considera chi decide sull’esito della richiesta di naturalizzazione. La tanto criticata consuetudine di sottoporre le domande alla votazione diretta dei cittadini è ancora ampiamente diffusa nei cantoni Svitto, Appenzello Esterno e Glarona, ma anche in diversi comuni dei cantoni Lucerna, Sciaffusa, Appenzello Interno, Nidvaldo o nella città di Coira. In altre zone prevale invec e la prassi di delegare la decisione al governo cantonale o comunale o ad una commissione appositamente creata per questo compito. Là dove la procedura di naturalizzazione diventa un atto amministrativo, i candidati respinti hanno anche la possibilità legale di ricorrere contro la decisione negativa presa nei loro confronti. Se sono i cittadini a votare, invece, non è ammesso alcun ricorso.

Anche la discussa prassi delle tasse per l’"acquisto" della cittadinanza presenta sensibili differenze. In quasi la metà dei cantoni, un candidato con buone possibilità economiche può arrivare a pagare fino a 20'000 franchi. Mentre tra i cantoni più economici troviamo Vaud, che richiede 500 franchi di imposte comunali. Anche Ginevra, il Giura e l’Argovia non sono molto costosi: al massimo 2'000 franchi. A queste diverse condizioni per la naturalizzazione vanno aggiunte differenze per quanto riguarda il periodo minimo di residenza in un cantone e in un comune necessario per poterne richiedere la cittadinanza e i tempi di attesa per lo svolgimento delle pratiche.

Con il nuovo disegno di legge sulla cittadinanza il Consiglio Federale intende uniformare il più possibile la procedura di naturalizzazione e renderla meno complessa e lunga, anche se la strada non è facile, perché le autonomie locali devono essere rispettate. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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