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INFORM - N. 67 - 3 aprile 2001

Un'italiana all’estero candidata al Comune di Roma

Si tratta della professoressa Valentina Duca Marzo membro del Comites di Caracas

CARACAS - Il partito Democratico Cristiano, aderente alla Casa delle Libertà, che corre sotto i simboli del Ccd e del Cdu, ha candidato come consigliere al Comune di Roma la prof.ssa Valentina Duca Marzo, membro del Comites di Caracas e presidente della Federazione insegnanti ed enti gestori. La Marzo ha già depositato in Consolato la sua accettazione alla candidatura ed è partita per Roma per notificare la sua decisione all’ufficio elettorale. La coincidenza con il primo aprile e qualche battuta di satira innocente circolata questi giorni nel mondo dell'emigrazione aveva fatto pensare ad una burla: un po' di satira innocente non guasta dopo le delusioni del mancato voto all'estero.

La Marzo, che da anni si dedica ai problemi dell'educazione e formazione giovanile, in una intervista rilasciata a Massimo Corbella ha spiegato i motivi che l’hanno portata a condividere la proposta fatta dal suo partito. "Al di sopra di ogni specifica competenza di educatore - ha detto -, il sentimento che mi lega a Roma, la città in cui sono nata, è talmente grande che farei qualunque cosa per poterlo manifestare. E’ indubbio che la esperienza accumulata in questi trent’anni a Caracas, una metropoli di grandi dimensioni, può essere un utile quadro comparativo. Per esempio il problema degli orari scolastici e delle vacanze, il problema del tempo libero che si crea a ridosso di queste epoche, è stato per anni argomento di punta di vari municipi della Capitale e, va riconosciuto, che non sono mancati esiti positivi... Comunque devo dire la delusione provata per la mancata partecipazione alle prossime elezioni politiche e la conseguente impossibilità di poter eleggere nostri rappresentanti in Parlamento - ne abbiamo che potrebbero farci onore - è stata una delle ragioni che mi hanno spinto ad accettare la candidatura come consigliere al Comune di Roma.

"Indipendentemente dal risultato, considero un grande onore quello che mi è toccato, un gesto generoso e sensibile coinvolgere un italiano all’estero in una elezione così localizzata! Roma è la città dove sono nata e pensare che possa contribuire in qualche modo, sia pure semplicemente accettando, mi commuove. Purtroppo sono convinta che la mancata approvazione in tempo utile della legge per far votare gli italiani "in loco" accentuerà lo scollamento che, nonostante gli sforzi dell’informazione, seguita a persistere.

"Noi siamo convinti che all’Italia interessiamo poco, o meglio, forse soltanto come consumatori. Ritardare l’elezione di nostri rappresentanti che possano con la loro presenza partecipare le nostre realtà al nostro Paese, significa allentare i vincoli e ritardare quella integrazione demografica, economica e culturale che, da entrambe le parti, abbiamo cercato di ricostituire o rafforzare".

Infine penso - ha concluso la Marzo - che la presenza di qualcuno di "noi" all’interno delle Regioni, delle Province e dei Comuni servirebbe a dare visibilità alle nostre realtà e, chissà, a dar prova dell’utilità reciproca di una maggiore collaborazione. Eletta o non eletta mi propongo di rimanere vicino alla mia città con ogni mezzo: sino ad oggi l’ho fatto insegnando la lingua e la cultura del mio Paese, magari domani lo potessi fare anche in altro modo! (Inform) odici@cantv.net


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