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INFORM - N. 67 - 3 aprile 2001

Svizzera - Trasferimento contributi AVS all'INPS

La risposta del Sottosegretario Danieli ad una interrogazione del senatore Besostri

ROMA - Il Sottosegretario agli Esteri on. Franco Danieli ha risposto il 28 marzo scorso ad una interrogazione del senatore Felice Besostri (DS) sulla questione del trasferimento dei contributi AVS all'INPS, che verrebbe a cessare con l'entrata in vigore, prevista per il 1 luglio di quest'anno, degli accordi tra la Svizzera e l'Unione Europea.

Il senatore Besostri, tra l'altro, nella sua interrogazione poneva in risalto l'allarme diffusosi tra gli appartenenti alla comunità italiana in Svizzera e presso i sindacati, soprattutto dopo che il testo dell'accordo è stato dichiarato "definitivo" dal capo del Dipartimento federale degli affari esteri, Flavio Cotti, il quale, rispondendo al segretario ticinese del FLMO, Rolando Lepori, che gli aveva espresso le gravi preoccupazioni dei lavoratori italiani, ha parlato di testo non modificabile. Besostri ricordava inoltre che il CGIE aveva sottoposto la questione dei contributi previdenziali all'attenzione di due rappresentanti del Ministero del Lavoro i quali avevano assicurato la disponibilità ad un confronto per ricercare le soluzioni più appropriate.

In conclusione, l'interrogante chiedeva di sapere:

Questa la risposta del Sottosegretario Danieli:

Come noto il trasferimento dei contributi assicurativi versati in Svizzera dai nostri lavoratori ivi emigrati consentiva di poter ottenere un'unica prestazione di vecchiaia o di anzianità da parte dell'INPS, allorché tale personale fosse rientrato definitivamente in Italia e non avesse beneficiato di alcuna prestazione pensionistica in Svizzera.

Ciò era consentito in forza dell'art.1 dell'accordo aggiuntivo (entrato in vigore nel 1973) alla Convenzione bilaterale italo-svizzera di sicurezza sociale del 1962.

In seguito all'entrata in vigore del recente accordo U.E.-Confederazione Elvetica in materia di libera circolazione delle persone, non è più consentita come noto la possibilità di trasferire all'INPS i contributi assicurativi svizzeri, con grave nocumento degli interessi dei pensionati, potendo essi richiedere soltanto una pensione liquidata con i soli contributi versati in Italia.

Ciò premesso, al fine di poter assicurare ai nostri lavoratori interessati una più ampia tutela pensionistica, il Ministero del Lavoro e il Ministero per i Rapporti con il Parlamento hanno elaborato congiuntame nte un progetto di legge che verrà sottoposto al Parlamento per l'eventuale conversione in legge. Tale progetto prevede l'erogazione da parte dell'INPS del pro-quota (di pensione) maturato in Svizzera dai soggetti di cui trattasi e da corrispondersi agli interessati da subito.

Il predetto assegno integrativo dell'INPS, secondo il progetto, cesserebbe di essere corrisposto ai predetti lavoratori al compimento dell'età pensionabile secondo l'ordinamento svizzero, per essere sostituito dalla pensione svizzera ad essi spettante.

Per quanto riguarda l'assistenza sanitaria e con riferimento all'"Accordo sulla libera circolazione delle persone" tra la Comunità Europea ed i suoi Stati membri da un lato e la Confederazione Svizzera dall'altro, si fa presente che il Governo italiano si è avvalso della facoltà di opzione prevista nell'Allegato II del suddetto progetto di Accordo, riguardante il "Coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale" (art. 1 Sez. A. 1). In tal modo si consente ad alcune categorie di cittadini italiani e comunitari residenti in Italia, che dovrebbero, di norma, essere assicurati in Svizzera, di optare per l'assicurazione al Servizio Sanitario Nazionale italiano. Tra questi cittadini, beneficiari dell'opzione, rientrano anche i familiari residenti in Italia, di lavoratori italiani in Svizzera.

A questo proposito la Svizzera ha confermato l'assenso all'inclusione dell'Italia tra gli Stati membri che intendono avvalersi della facoltà di opzione. (ADL/Inform)


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