* INFORM *

INFORM - N. 66 - 2 aprile 2001

DOCUMENTAZIONE

Commissione continentale dei Paesi anglofoni - Johannesburg

La "relazione-paese" di Carlo Consiglio (CGIE Canada)

La relazione è stata presentata a nome dei consiglieri CGIE del Canada dal Consigliere Avv. Carlo Consiglio alla riunione della Commissione Anglofona di Johannesburg del 26 marzo 2001.

Questa relazione canadese doveva essere tenuta dal Vice Segretario per i paesi anglofoni dott. Bucchino il quale purtroppo non è potuto essere presente tra noi. Infatti sta svolgendo in Uganda un'azione meritoria lavorando in un ospedale. Motivi di sicurezza non gli hanno consentito di essere con noi e lo salutiamo affettuosamente.

Come è stato già sottolineato nel corso delle quattro precedenti Commissioni Continentali, Il Canada ha delle problematiche che sono specifiche rispetto agli altri paesi dell’area ed altri, invece, che sono riconducibili a quelle dell’area anglofona e che necessitano, pertanto di una approfondimento comune.

Avendo questa quinta Assemblea Continentale quale filo conduttore la problematica giovanile ci pare opportuno iniziare questo nostro ragionamento con un quadro generale su quella che e’ la condizione del mondo giovanile italo Canadese, condizione che più dettagliatamente sarà affrontata dai tre giovani esperti che ci accompagnano in questa occasione durante il dibattito che ci sara’ nei gruppi di lavoro.

Credo di poter sicuramente affermare che la consistente comunita’ giovanile italo canadese orgogliosamente rivendica le proprie radici. Riscontro a questa affermazione è’ dato dalla circostanza che se si chiede ai un nostro giovane cosa si sente, orgogliosamente nella quasi totalità dei casi la risposta e’ italiano e non canadese oppure italo canadese, e nemmeno siciliano, calabrese o abruzzese.

Il motivo, a nostro parere, dell’orgoglio delle proprie radici e da ricercarsi nella convinzione che ogni giovane ha di poter far riferimento ad un paese . l’Italia, che ha circa il 70% del patrimonio culturale mondiale, che pur povero di materie prime, riesce ad essere nei 7 paesi più industrializzati, che ha simboli vincenti nel mondo dello sport, dell’alta moda, della tecnologia e via dicendo. Di contro, però, a questo orgoglio di sentirsi italiani non fa riscontro un pieno conivolgimento nel terreno comunitario.

L’Associazionismo tradizionale, che pure in Canada è radicato e che vede il proliferare di migliaia di associazioni culturali, ricreative, sociali e religiose, non è riuscito e non riesce a coinvolgere, se non in modo marginale, i nostri giovani.

Qualcosa di interessante , ad onor del vero, inizia a vedersi. A Montreal circa tre o quattro anni fa si è spontaneamente costituita un associazione "Govita" che è riuscita a coinvolgere circa 800 giovani, e dopo l’incontro di Campobasso si è creato un collegamento telematico tra coloro che vi hanno partecipato e che ogni giorno di piu’, a quanto ci viene riferito va sempre più diventando consistente.

Bisogna creare nuove forme di aggregazione e bisogna assolutamente evitare che queste abbiano le stesse caratteristiche dell’associazionismo tradizionale, come purtroppo ci pare di capire stia avvenendo.

Passando ad altro argomento, il problema canadese più specifico è rappresentato da Rai International.

Come parecchi di voi sapranno il Canada è l’unico paese al mondo dove Rai International non trasmette i propri programmi .

Se è pur vero che nello scorso ottobre Rai International, a seguito di un accordo con società canadesi ha ottenuto l’autorizzazione a trasmettere, non possiamo non sottolineare che ad oggi nulla è stato fatto per rimuovere quegli ostacoli non più giuridici che di fatto hanno ostacolato l’irradiazione dell’intero palinsesto di Rai International. Ci riferiamo alla definizione dei rapporti con l’emittente canadese TLN che da quindici anni trasmette programmi Rai e negli ultimi cinque di Rai International per alcune ore al giorno con un ottica esclusivamente commerciale e senza porsi il problema di una seria e corretta informazione o promozione culturale. E ciò nonostante le promesse ultraquinquennali dei vari responsabili che si sono susseguiti alla direzione di Rai International e duole dirlo anche da parte dell’attuale dirigenza che pur tante speranze aveva alimentato in tutti noi.

Altro problema che attualmente stiamo vivendo in Canada è che purtroppo in due circoscrizioni consolari, ci riferiamo a quella di Vancouver e Edmonton, l’atteggiamento di evidente ostilità dei rappresentanti diplomatici nei confronti dei rappresentanti istituzionali della comunità sta causando gravi situazioni che potrebbero avere conseguenze molto incresciose che potrebbero causare enormi difficoltà per la comunità.

Ci auguriamo che un po’ di buona volontà, tanto buon senso e soprattutto un deciso ed autorevole intervento da parte dei responsabili centrali possa risolvere la situazione. Sarebbe auspicabile che non solo in Canada nei rapporti tra i rappresentanti diplomatici e quelle istituzionali delle comunità vi sia un reciproco riconoscimento dei ruoli.

Per quanto riguarda la problematica della ristrutturazione della rete consolare che tanto sta interessando e a ragione preoccupando il CGIE, in Canada la situazione è abbastanza tranquilla, anche grazie al lavoro fatto insieme all’ambasciatore Roberto Nigido. E cio è dovuto dal fatto che la nostra rete consolare non è allo stato interessata da tagli ulteriori, e che l’esperienza delle nomine di corrispondenti consolari che già da oltre un anno è stata intrapresa e che di auguriamo possa nel breve estendersi a tutto il Canada, sta dando ottimi risultati e sta migliorando notevolmente e servizi destinati ai nostri connazionali.

Altra problematica che in qualche modo si ricollega a quella dei giovani è la diffusione e insegnamento della lingua italiana. La realtà canadese è molto variegata, la diversa concentrazione numerica delle nostre comunità, la diversa sensibilità politica di alcune provincie fa si che in alcune di esse la situazione è più favorevole con il coinvolgimento di decine di migliaia di studenti anche nelle strutture pubbliche, come avviene a Toronto e Edmonton.

In ogni caso in Canada si sta cercando di attuare quelle che sono state le linee programmatiche decise ed approvate da documenti ufficiali delle precedenti commissioni anglofone che hanno dato come linee di indirizzo il privilegiare l’insegnamento della lingua nelle strutture scolastiche durante l’orario scolastico, mediante la creazione di apposite strutture e consorzi misti che stipulino apposite convenzioni con I provveditorati scolastici locali. (Carlo Consiglio, Consigliere CGIE Canada)


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