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INFORM - N. 65 - 30 marzo 2001

Mario Frizzera (CGIE Argentina): la cittadinanza italiana a tutti i triveneti

BUENOS AIRES - Il 14 Dicembre 2000 è stata approvata dal Parlamento Italiano la legge n. 379 concernente le "Disposizioni per il riconoscimento della cittadinanza italiana alle persone nate e già residenti nei territori appartenenti all’Impero Austro Ungarico e ai loro discendenti". Saranno beneficiati da questa legge gli emigrati trentini, veneti, friulani ed i loro discendenti che potranno acquisire la cittadinanza italiana. L’attuazione della legge è particolarmente attesa nel Brasile, Argentina, Romania e Bosnia.

Il problema era legato agli esiti della Prima Guerra Mondiale, con il conseguente passaggio di territori e dei cittadini ivi residenti - in seguito al trattato di San Germano (10 settembre 1919) - dalla sovranità austroungarica a quella italiana. Ai cittadini emigrati prima del trattato venne riconosciuta la possibilità di optare per la cittadinanza italiana entro un anno dalla sua entratain vigore , ossia fino al settembre 1920.

In pratica nessun emigrato fece l’opzione: se adesso non siamo ancora pienamente informati è immaginabile che cosa fosse l’informazione nel 1920. Quegli emigrati risultarono di fatto cittadini del paese ospitante o apolidi e quindi senza la possibilità di trasmettere la cittadinanza italiana ai lorodiscendenti.

Il Parlamento italiano ha finalmente reso giustizia a tanti discendenti che si sentivano discriminati in confronto con emigrati o discendenti di altre regioni italiane.

Chi è discendente, per via paterna, di persone emigrate dal Triveneto prima del 16 luglio 1920, ed intende presentare la dichiarazione per il riconoscimento della cittadinanza italiana, deve allegare a tale dichiarazione il certificato di nascita dell’antenato. Questa informazione si ricava dalla circolare diramata dal Ministero dell’Interno il 19 febbraio scorso alle autorità competenti. Altri documenti da esibire sono il certificato di matrimonio del progenitore emigrato ed eventuali altri certificati che saranno richiesti per dimostrare la discendenza per via paterna. Le dichiarazioni vanno presentate agli uffici di stato civile dei Comuni per i residenti in Italia; per chi risiede all’estero alle sedi diplomatico-consolari, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della legge, ossia sino al 15 dicembre 2005.

Si chiede alla rete consolare la massima collaborazione èer il rispetto dei tempi, considerate le lungaggini all’estero per l’acquisto della cittadinanza italiana. In questa situazione si dovrebbe tenere conto che la presentazione per l’acquisto della cittadinanza ha per i triveneti un termine fisso di scadenza (cinque anni). Per primi gli interessati devono preoccuparsi di avere il certificato di nascita dell'antenato (uomo) emigrato dal Trentino e dagli altri territori prima del 16 luglio 1920. (Mario Frizzera-Inform)


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